Aggiornamenti, Calcio, Cinema, Cronaca, ECONOMIA, Juventus, Medicina, Salute e Benessere, Mondo, Notizie, Piemonte, Politica, Scienza, Spettacoli Musica e Cultura, Sport, Tecnologia, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Albero e presepe inaugurati a Piazza San Pietro con l'accensione delle luci

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 4 Dicembre, 2022, 01:23:57 di Maurizio Barra

L’accensione dell’albero di Natale e lo svelamento del presepe allestiti in Piazza San Pietro costituiscono ogni anno un momento molto atteso. Presenti le delegazioni provenienti dai due territori che hanno donato i segni simbolo delle festività, ricevute da Papa Francesco. Il presepe arriva da Sutrio, in Friuli-Venezia Giulia, e l’abete da Rosello, in Abruzzo.

Sono stati il cardinale Fernando Vérgez Alzaga e suor Raffaella Petrini, rispettivamente presidente e segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, a inaugurare il presepe e a illuminare l’albero di Natale. 

Per il presepe artistico – realizzato interamente in legno – erano presenti il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il sindaco di Sutrio, Manlio Mattia.

All’accensione dell’albero di Natale il vescovo di Trivento, monsignor Claudio Palumbo, e il sindaco di Rosello, Alessio Monaco. Il maestoso abete bianco – si legge nel comunicato – è stato decorato con addobbi preparati dai ragazzi della struttura residenziale riabilitativa psichiatrica “Quadrifoglio”, in collaborazione con i nonni del Centro di accoglienza anziani “Sant’Antonio” di Borrello e gli alunni delle scuole di Pizzoferrato, Quadri e Villa Santa Maria.

Il presepe e l’albero in Piazza San Pietro rimarranno esposti fino alla conclusione del tempo di Natale, che coincide con la festa del Battesimo del Signore, domenica 8 gennaio 2023. 

Vaticano, Accensione dell'albero di Natale e del presepe LaPresse

Vaticano, Accensione dell’albero di Natale e del presepe

Papa Francesco: l’albero ci insegna le radici, il presepe ci invita alla contemplazione

“L’albero e il presepe sono due segni che continuano ad affascinare piccoli e grandi. L’albero, con le sue luci, ricorda Gesù che viene a rischiarare le nostre tenebre, la nostra esistenza spesso rinchiusa nell’ombra del peccato, della paura, del dolore. E ci suggerisce un’ulteriore riflessione: come gli alberi, così anche gli uomini hanno bisogno di radici” ha affermato Papa Francesco nell’udienza nell’Aula Paolo VI in cui ha ringraziato i donatori dell’albero di Natale e del presepe. “Poiché solo chi è radicato in un buon terreno, rimane saldo, cresce, ‘matura’, resiste ai venti che lo scuotono e diventa un punto di riferimento per chi lo guarda. Ma senza radici nulla di ciò avviene: senza basi salde si rimane traballanti. È importante custodire le radici, nella vita come nella fede”, ha detto il Pontefice. Passando poi al presepe, “che ci parla della nascita del Figlio di Dio fattosi uomo per essere vicino a ciascuno di noi”, ha sottolineato che “nella sua genuina povertà, il presepe ci aiuta a ritrovare la vera ricchezza del Natale e a purificarci da tanti aspetti che inquinano il paesaggio natalizio. Semplice e familiare, il presepe richiama un Natale diverso da quello consumistico e commerciale, è un’altra cosa; ricorda quanto ci fa bene custodire dei momenti di silenzio e di preghiera nelle nostre giornate, spesso travolte dalla frenesia”. Secondo Francesco, “il silenzio favorisce la contemplazione del Bambino Gesù, aiuta a diventare intimi con Dio, con la semplicità fragile di un piccolo neonato, con la mitezza del suo essere adagiato, con il tenero affetto delle fasce che lo avvolgono. Radici e contemplazione: l’albero ci insegna le radici, il presepe ci invita alla contemplazione. Non dimentichiamo questi due atteggiamenti umani e cristiani”, ha detto ancora il Papa. “Se vogliamo festeggiare davvero il Natale riscopriamo attraverso il presepe la sorpresa e lo stupore della piccolezza di Dio, che non nasce nei fasti dell’apparenza, ma nella povertà di una stalla. Per incontrarlo bisogna raggiungerlo lì, dove Egli sta; occorre abbassarsi, occorre farsi piccoli, lasciare ogni vanità”, ha aggiunto. 

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.