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ANSA/ I miei anni Super 8, viaggio nel tempo con Nobel Ernaux

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Ultimo aggiornamento 6 Dicembre, 2022, 03:09:17 di Maurizio Barra

(di Alessandra Magliaro)
(ANSA) – ROMA, 05 DIC – ANNIE ERNAUX, la scrittrice francese
82enne che ha vinto il Nobel per la letteratura, ha aperto il
baule dei ricordi decidendo di farne un film. Un piccolo
gioiello documentario questo I MIEI ANNI SUPER 8, diretto dalla
stessa Annie con il figlio David Ernaux- Briot. Presentato alla
Quinzaine des Realisateurs a Cannes a maggio, poi a ottobre alla
Festa di Roma e ad Archivio Aperto a Bologna, arriva in sala il
6 dicembre con I Wonder Pictures, mentre il 10 dicembre a
Stoccolma Ernaux riceve il Nobel.
   
“Mi affascinava rendere sia ciò che era intimo sia ciò che
era più generale, e anche interrogarmi. Mi interrogo molto
quando scrivo e spesso porto queste domande anche nella
scrittura dei miei libri. Qui volevo anche mettere in
discussione le immagini. Cosa stava cercando mio marito durante
le riprese? E noi, cosa ci aspettavamo? La conservazione dei
momenti felici è ovvia e, allo stesso tempo, credo che ci sia
questo desiderio, condiviso da molti, di costruire una fiction
familiare attraverso le immagini”.
   
Nel film ci sono i filmini girati dal marito Philippe a
partire dal 1972, con la cinepresa super 8 appena acquistata per
documentare le loro vacanze davvero un po’ speciali nel Cile di
Salvador Allende, in Albania e altri luoghi. Erano nel
dimenticatoio quando il figlio David ha sollecitato per
utilizzarli: 5 ore di materiale girato diventati un film di
un’ora con la voce della Nobel a raccontare il passato. Un
passato privato che diventa testimonianza di mezzo secolo di
storia, intercettando i grandi cambiamenti sociali in atto nella
Francia e nel mondo di quegli anni. “Rivedendo i nostri filmini
super 8, girati tra il 1972 e il 1981, mi è venuto in mente che
potessero valere non solo come archivio di famiglia, ma come
testimonianza dei passatempi, dello stile di vita e delle
aspirazioni di una classe sociale nel decennio successivo al
1968. Volevo incorporare queste immagini mute in una storia che
– ha detto – combinasse l’intimo con il sociale e con la storia,
per trasmettere il gusto e il colore di quegli anni”.
   
La scrittrice, la prima donna francese ad essere insignita
del Nobel per la letteratura, è da sempre dalla parte delle
donne. “Lotterò fino all’ultimo respiro affinché le donne
possano scegliere se essere madri oppure no”, aveva detto
durante la conferenza stampa a Parigi, appena avuta notizia del
prestigioso riconoscimento di Stoccolma. Un impegno ancora oggi
più che mai valido. Per lei, nata in Normandia nel 1940,
“responsabilità” significa anche “considerare che la letteratura
puo’ avere un’azione”, magari “non immediata”, ma attraverso ciò
che semina “tra i lettori”, nella società.
   
Il suo rapporto con il cinema, per quanto episodico, non è
all’esordio: da un suo celebre libro, il romanzo autobiografico
L’Evenement, è stato tratto un film, La scelta di Anna diretto
da Audrey Diwan e interpretato da Anamaria Vartolomei, vincitore
del Leone d’oro a Venezia 2021 e premiato in vari festival.
   
(ANSA).
   

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