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Esplosioni in 2 basi russe, Mosca accusa l'Ucraina: "Abbattuti i droni usati da Kiev per l'attacco"

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Ultimo aggiornamento 6 Dicembre, 2022, 02:36:49 di Maurizio Barra

Diverse esplosioni si sono registrate nella mattinata di oggi in due basi aeronautiche in Russia, a Engels e a Ryazan, rispettivamente a circa 600 e 480 chilometri dal confine con l’Ucraina. La prima, in particolare, ospiterebbe bombardieri strategici Tu-95 e Tu-160  con capacità nucleare già utilizzati in questi nove mesi di invasione, come confermano anche recenti immagini satellitari, mentre nella seconda sarebbero dislocati gli aerei cisterna incaricati dei rifornimenti in volo.

L’agenzia di stampa statale russa RIA Novosti, diverse ore dopo i fatti,  ha riportato una dichiarazione del ministero della Difesa, secondo il quale “il regime di Kiev, al fine di danneggiare gli aerei russi a lungo raggio, ha tentato di colpire con aerei senza pilota jet di fabbricazione sovietica negli aeroporti militari di Diaghilevo nella regione di Ryazan e Engels nella regione di Saratov”, ma ciò nonostante “verso le 15 ore di Mosca è stato lanciato un attacco di massa su bersagli ucraini e tutti i 17 obiettivi indicati sono stati colpiti”. L’aviazione militare ucraina ha tuttavia rivendicato di avere abbattuto 60 dei 70 missili lanciati dai russi.

Mosca  ha inoltre riferito di “lievi danni” a due velivoli e aggiunto  che sarebbero stati abbattuti alcuni droni ucraini. In precedenza, la stessa agenzia aveva scritto che a Ryazan è esploso un camion di carburante e tre militari sono stati uccisi e altri sei feriti, e un aereo è stato danneggiato, mentre Roman Busargin, governatore della regione russa di Saratov, lungo il fiume Volga, ha affermato che non ci sono stati danni alle strutture civili.

Il New York Times fa notare che “la base aerea di Engels e l’installazione militare di Ryazan si trovano oltre la portata di qualsiasi missile conosciuto nell’arsenale ucraino”. Da Kiev non sono finora giunti commenti ufficiali su questa vicenda. Tuttavia, proprio ieri la holding pubblica Ukrobornprom, attiva nel settore della Difesa,  aveva annunciato in televisione di aver concluso la sperimentazione di un nuovo drone in grado di colpire fino a 1000 chilometri di distanza.

Commentatori russi sui social network hanno notato che se l’Ucraina può colpire così in profondità in territorio russo, potrebbe anche essere in grado di attaccare Mosca

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