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Poliziotto spara a un adolescente, è grave: scontri di piazza a Salonicco

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Ultimo aggiornamento 6 Dicembre, 2022, 04:00:40 di Maurizio Barra

Bombe molotov e roghi da una parte, lacrimogeni e granate assordanti dall’altra. È successo oggi a Salonicco, seconda città più popolosa della Grecia, dopo che, stamattina presto, un proiettile esploso da un agente di polizia, al termine di un inseguimento, ha colpito alla testa un 16enne di etnia rom, che avrebbe fatto benzina al suo furgone in una stazione di servizio senza pagare. Il giovane è ricoverato in ospedale in gravi condizioni. L’agente che avrebbe sparato il colpo è stato sospeso del servizio e arrestato, fa sapere la Polizia stessa. È accusato di tentato omicidio e apparirà martedì davanti a un pubblico ministero.

Una prima rabbiosa reazione è arrivata dalla stessa comunità rom: alcune persone hanno eretto barricate, incendiato rifiuti e bloccato una strada fuori dall’ospedale dove il 16enne è stato ricoverato. Poi sono scese in piazza almeno millecinquecento persone, rispondendo a una chiamata di anarchici e gruppi di sinistra, e non c’è voluto molto prima che i manifestanti iniziassero a scontrarsi con i poliziotti. Al termine della manifestazione non si registrano arresti né feriti, ma alcuni negozi sono stati significativamente danneggiati.

Una manifestazione ha avuto luogo anche ad Atene, stavolta pacifica, dietro uno striscione che recitava: “Hanno sparato loro perché erano rom”. Il plurale è dovuto al fatto che negli ultimi anni ci sono stati diversi casi di persone rom uccise o ferite dalla polizia.

Il portavoce del governo Giannis Oikonomou ha dichiarato: “Il valore di una vita umana non può mai essere misurato da nessuna somma di denaro”. Dal partito di opposizione Syriza è arrivata l’accusa al governo di centrodestra di non essere in grado di tenere a bada la polizia: “La società non può più tollerare questo clima di paura”, ha dichiarato Christos Spirtzis, esponente della formazione di sinistra.

La sparatoria è avvenuta alla vigilia delle proteste ricorrenti ogni anno nelle città greche per ricordare la morte, sempre per mano della polizia, del quindicenne Alexis Grigoropoulos, un fatto che a dicembre 2008 innescò i più accesi disordini della storia greca recente, proseguiti per settimane con ingenti danni a proprietà pubbliche e private. 

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