Ultimo aggiornamento 8 Dicembre, 2022, 21:40:14 di Maurizio Barra
“Notiamo che l’aumento della diffusione dell’epidemia atteso nella stagione autunnale è effettivamente avvenuto – rileva Sebastiani – ed è caratterizzato dalla presenza di cluster spaziali di province, da aumenti ripetuti contenuti in ampiezza e intervallati da stasi, e dall’assenza di una fase di crescita esponenziale, come invece era avvenuto a fine anno 2021 per la diffusione della nuova variante Omicron. Comunque, il susseguirsi di queste fasi di espansione epidemica sta inducendo un aumento lineare dell’occupazione dei reparti ospedalieri e dei decessi”.
Il matematico osserva che “l’analisi delle differenze settimanali delle sequenze dell’incidenza giornaliera dei positivi totali a entrambi i tipi di test nelle 107 province italiane, indica che, rispetto al 17 novembre, sono scese a 21 le province in fase di crescita”.
Queste province, prosegue l’esperto, appartengono a quattro cluster di province confinanti. Il più grande è al confine Nord-Ovest e comprende le province di Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Genova, Imperia, La Spezia, Savona, Piacenza e Massa Carrara. Il più piccolo è al confine nord-orientale, con le province di Gorizia e Udine. Ci sono poi due cluster lungo la costa adriatica e quasi contigui fra loro: il primo comprende le province di Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro-Urbino; il secondo comprende le province di Fermo, Ascoli Piceno, Teramo, Chieti e Pescara.
Ecco di seguito i valori dell’incidenza settimanale (numero di casi per 100.000 abitanti) fino al primo dicembre per nelle 107 province italiane:
– fra 800 e 900: Rovigo (900);
– fra 700 e 800: Padova e Vicenza (710), Ferrara (700);
– fra 600 e 700: Venezia (630), Treviso e Forlì-Cesena (610);
– fra 500 e 600: Verona (580), La Spezia e Mantova (570), Pescara e Teramo (550), Reggio Emilia, Ancona, Pordenone, Lodi, Genova e Fermo (530), Ravenna (520), Massa Carrara, Bologna e Pavia (510), Gorizia e Cremona (500);
– fra 400 e 500: Torino, Udine e Ascoli Piceno (490), Monza e della Brianza, Lucca, Latina e Rimini (470), Chieti (460), Livorno, Brescia e Belluno (450), Piacenza (440), Macerata, Trieste, Milano e L’Aquila (430), Modena e Asti (420), Parma, Alessandria e Imperia (410), Pisa (400);
– fra 300 e 400: Como (390), Vercelli e Savona (380), Novara, Lecce e Terni (370), Roma e Varese (360), Biella e Grosseto (350), Perugia, Pesaro e Urbino (340), Pistoia e Lecco (330), Firenze (320), Bergamo e Rieti (310), Arezzo, Siena e Verbano-Cusio-Ossola (300);
– fra 200 e 300: Catanzaro, Frosinone, Cuneo, Prato e Campobasso (280), Trento (270), Salerno e Caserta (260), Aosta (250), Cagliari, Reggio Calabria e Brindisi (240), Avellino, Benevento, Enna e Trapani (230), Ragusa, Catania e Palermo (220), Napoli, Messina e Viterbo (210), Sassari (200);
– fra 100 e 200: Foggia, Nuoro, Caltanissetta, Bari, Siracusa e Taranto (190), Bolzano e Isernia (180), Potenza, Oristano, Vibo Valentia e Sud Sardegna (170), Agrigento (160), Cosenza (150), Barletta-Andria-Trani (140), Sondrio (120), Matera (110), Crotone (100).
