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Marco Quaglia, con me sulla scena per un Natale 'acido'

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Ultimo aggiornamento 13 Dicembre, 2022, 05:29:02 di Maurizio Barra

(ANSA) – CAGLIARI, 12 DIC – “Snowflake significa fiocco di
neve ma viene anche usato in senso negativo per chi in politica
non riesce ad avere un confronto diretto e non è abbastanza
fermo e forte sulle proprie idee”. Lo racconta all’ANSA Marco
Quaglia, l’attore romano con all’attivo una intensa carriera fra
teatro, cinema e televisione, che 13 dicembre alle 20.30 sarà
protagonista insieme con Adalgisa Manfrida e Lucrezia Forni al
TsE di Is Mirrionis, a Cagliari, nella versione italiana della
pièce di Mike Bartlett, incentrata sui conflitti generazionali.
   
“Snowflake”, con traduzione e regia di Stefano Patti,
produzione 369gradi, apre Il Terzo Occhio, rassegna
multidisciplinare delle nuove creatività che sarà poi in scena
il 14 dicembre alle 21 al Teatro Civico di Alghero e il 15 alle
20.30 al Bocheteatro di Nuoro per la Stagione de La Grande Prosa
del Cedac Sardegna. “Il linguaggio subisce dei cambiamenti, con
l’evolversi della società – spiega l’attore – le nuove
generazioni sono molto più consapevoli e attente a temi come il
razzismo e l’omofobia, la violenza contro le donne e le
discriminazioni”. Volto noto per il grande pubblico grazie al
successo di serie tv come “Incantesimo”, fino a “I Borgia” e I
Medici”, l’artista interpreta Andy: “Un personaggio molto
diverso da me – confessa – ma che ho imparato ad amare,
nonostante i suoi limiti, un uomo che ha votato per la Brexit,
mentre Maya, la figlia vorrebbe abbattere i confini per un senso
di uguaglianza tra gli esseri umani”.
   
Nell’atmosfera delle feste, “Snowflake” racconta un Natale
‘acido’: Andy spera e attende il ritorno della figlia, che da
tre anni è andata via di casa senza più dare notizie di sé. Il
silenzio di Maya, che lui non sa spiegarsi ma intuisce abbia
radici profonde, lo ferisce e lo lascia disorientato: un
incontro potrebbe servire a chiarire le cose, oppure sancire una
rottura definitiva. Sul filo della suspense e con un humour
tutto britannico, Mike Bartlett introduce gli spettatori nella
vicenda dal punto di vista di un uomo che ama profondamente la
figlia e non vuole rinunciare a lei. In attesa di conoscere la
versione di Maya. (ANSA).
   

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