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Alessandro Barbano, ne L'inganno un viaggio nell'antimafia

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Ultimo aggiornamento 14 Dicembre, 2022, 19:47:21 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 14 DIC – ALESSANDRO BARBANO, L’INGANNO.
   
ANTIMAFIA. USI E SOPRUSI DEI PROFESSIONISTI DEL BENE (Marsilio,
pp.256, 18 euro). Un sistema deviato e impossibile da criticare,
in cui, in nome della lotta al crimine organizzato, l’eccezione
diventa regola e tutto è considerato un’emergenza, anche se
questo significa sacrificare il bene supremo della libertà e con
esso anche la giustizia: c’è l’Antimafia al centro del viaggio,
inquietante e drammatico, che Alessandro Barbano propone nel
libro “L’inganno”, edito da Marsilio. Il volume, nato per
raccontare “gli abusi, gli sprechi, i lutti e l’inquinamento
civile perpetrati da un apparato burocratico, giudiziario,
politico e affaristico cresciuto a dismisura e fuori da ogni
controllo di legalità e di merito”, entra dentro i meandri di un
sistema che secondo l’autore è ormai diventato invasivo e
dispotico. Barbano infatti denuncia errori e abusi di potere,
tra confische e sequestri che colpiscono migliaia di cittadini e
imprenditori mai processati, o piuttosto assolti. Nel libro
l’autore narra di sentenze che anticipano leggi e di pene che
crescono al diminuire dei reati ma soprattutto di una falsa e
pericolosa retorica che professa l’idea che il rovesciamento
dello Stato di diritto sia necessario alla vittoria sulla
malavita. Se è quanto mai necessario combattere la mafia, questa
lotta non può essere portata avanti a danno della democrazia:
ecco perché secondo Barbano è tempo di tornare a un diritto
penale basato su fatti e prove, definendo univocamente il
confine fra lecito e illecito. (ANSA).
   

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