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Perù, quattro italiane bloccate sul bus da lunedì a causa delle proteste

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 14 Dicembre, 2022, 19:20:23 di Maurizio Barra

“Abbiamo provato a dialogare con i manifestanti ma non si smuovono. Molte persone non hanno più soldi! C’è chi lascia i soldi nel bagno per chi ne ha bisogno. Dormiamo in autobus”.

Questa la testimonianza di una delle quattro italiane bloccate sull’autobus che avrebbe dovuto portarle dal Perù in Bolivia. 

Le donne si trovano sul mezzo dallo scorso lunedì, dopo che alcuni manifestanti hanno chiuso la strada a Checacupe, nella regione di Cusco, in ogni direzione. Nel Paese sono in corso da giorni proteste per la situazione politica che ha portato allo scioglimento del Parlamento.

Le ragazze sono una originaria di Lugo di Ravenna e residente a Ravenna città, una di Cesenatico, la terza di Firenze e l’ultima risulta residente a Faenza.

Al momento la Farnesina è a conoscenza della vicenda e la sta seguendo da vicino per cercare di capire l’evolversi della situazione. 

All’agenzia La Presse una di loro, Giulia Olpizzi, ha raccontato: “Ci hanno detto che il loro obiettivo è bloccare l’economia del Paese, così da cacciare via la nuova ministra. Non sono armati né pericolosi, ma di sicuro sono agitati”. Olpizzi assicura che “non ce l’hanno con noi”, ma che la situazione è complicata. “C’è poco cibo– ha aggiunto – vogliamo solo che finisca presto”.

Tutte tra i 21 e i 30 anni, sono partite da Milano lo scorso 26 novembre e hanno raggiunto il Perù per motivi turistici. Il loro rientro sarebbe stato in programma a giorni.

Intanto sulla strada si è formata una coda lunga 15 km e il blocco dei manifestanti rende arduo raggiungere il punto esatto in cui si trova l’autobus. Le autorità locali sono state contattate dalle ragazze “ma al momento non è arrivato ancora nessuno”. Giulia Olpizzi ha confermato di essere in contatto con l’Ambasciata italiana a Lima. 

“Stavamo andando in Bolivia dal Perù e ci siamo ritrovati davanti a un muro di terra e a manifestanti di paesini dove parlano ancora la lingua antica peruviana. Noi siamo tutti bloccati in un paesino sperduto nel nulla. C’è gente che non ha più soldi per mangiare, persone che non riescono a tornare a casa, a prendere un aereo perché cancellati, bambini, non fanno passare ambulanze e siamo senza servizi igienici. La polizia inesistente perché impegnata in città”.

A bordo, riferisce Laura Monti, assessore del Comune di Cotignola che sta seguendo la vicenda assieme alla Farnesina, ci sono anche altri turisti di diverse nazionalità. Le ragazze, assicura Monti, stanno bene, ma ha confermato che sono senza cibo e denaro.

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