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Manovra: venerdì scioperi e manifestazioni in 11 Regioni

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 15 Dicembre, 2022, 20:01:41 di Maurizio Barra

Sciopero generale venerdì  in 11 Regioni che colpirà tutti i settori, dai trasporti alla sanità alle banche.

Le Regioni interessate sono: Alto Adige, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Lombardia, Molise, Sardegna, Toscana e Lazio. 

Alle ore 10, a Roma, in piazza della Madonna di Loreto, l’intervento conclusivo del segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

Si prevedono forti disagi soprattutto per il trasporto pubblico locale. A Roma l’azienda dei trasporti Atac ha comunicato che lo sciopero coinvolgerà l’intera rete tra le 20 e mezzanotte, mentre a Milano il personale Atm sciopererà tra le 18 e le 22.

Sempre in Lombardia dalle ore 09:00 alle ore 13:00 è indetto anche uno sciopero del personale Trenord. In Campania lo stop sarà tra le 9 e le 13, in Toscana il trasporto pubblico locale sarà fermo per quattro ore, ma con orari diversi in ogni città. A Firenze l’agitazione inizierà dalle 18 alle 22.

 In Emilia Romagna i trasporti non saranno garantiti tra le 11.30 e le 15.30 e si fermeranno per tutta la giornata anche scuole e università.

In Liguria il trasporto pubblico locale sarà interrotto da inizio servizio fino alle 5.30, poi dalle 9.30 alle 17 e quindi dalle 21 a fine servizio.

Mentre il trasporto extraurbano si fermerà da inizio servizio fino alle 6, dalle 9 alle 17 e dalle 20 fino a fine servizio. Nella stessa regione lo sciopero riguarderà anche i porti e la logistica. In Molise i mezzi si fermeranno tra le 19.30 e le 23.30 e i taxi incroceranno le braccia tutto il giorno.

La protesta è cominciata il 12 dicembre promossa da Cgil e Uil. Manifestazioni e scioperi  promossi da Cgil e Uil organizzati a livello regionale “per cambiare una manovra sbagliata e contro il lavoro, per rivendicare una manovra più giusta per le persone e più utile per il Paese”.

I sindacati chiedono di aumentare i salari detassando gli aumenti dei contratti nazionali, portando la decontribuzione al 5% per i salari fino a 35.000 euro;

di conferire tutele a tutte le forme di lavoro, assegnando ai Ccnl un valore generale, sancendo così anche un salario minimo e diritti normativi universali; di eliminare le forme di lavoro precario per un unico contratto di inserimento al lavoro con contenuto formativo;

una riforma fiscale che rispetti il principio della progressività;

la tassazione degli extraprofitti che generi risorse per un contributo straordinario di solidarietà;

la rivalutazione delle pensioni; risorse per l’istruzione e la sanità;

la cancellazione della legge Fornero con l’uscita flessibile dal lavoro a partire dai 62 anni, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la pensione di garanzia per i giovani e per chi ha carriere discontinue e “povere”, il riconoscimento del lavoro di cura, il riconoscimento delle differenze di genere, l’uscita con 41 anni di contributi.

La Cisl conferma intanto con il suo segretario generale la sua contrarietà allo sciopero: “In questa fase lo sciopero è sbagliato – dice Luigi Sbarra – perché, in una condizione di grande difficoltà delle famiglie, scarica costi economici sulle spalle dei lavoratori, e trasferisce tensioni e conflitti nei luoghi di lavoro e nelle aziende”. Il sindacato annuncia la sua mobilitazione con assemblee nei luoghi di lavoro, iniziative nei territori e oggi con una grande assemblea di delegati e pensionati, chiarisce Sbarra.

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