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Mattarella ai diplomatici: "Affrontare le sfide dell'Italia con i partner transatlantici e nell'Ue"

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Ultimo aggiornamento 16 Dicembre, 2022, 19:38:51 di Maurizio Barra

L’occasione è lo scambio di auguri con il corpo diplomatico al Quirinale: in vista del Natale, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontra virtualmente le rappresentanze degli Stati esteri presso la Repubblica italiana e traccia una sorta di bilancio di fine anno della politica internazionale perseguita dal nostro Paese. Mattarella ricorda come l’Italia si sia posizionata di fronte alle sfide che la diplomazia, l’economia e l’ambiente hanno posto nel 2022 che volge al termine. Una postura che non può prescindere dallo sguardo privilegiato all’Europa e alla sua principale istituzione rappresentativa, l’Ue.

“Nel riformare se stessa, l’Unione non deve correre il rischio di guardare solo all’interno dei propri confini, ma deve continuare a mantenere viva la vocazione al dialogo e alla solidarietà, alla cooperazione con gli altri Paesi” dice il presidente della Repubblica. “L’Unione Europea può e deve porsi come partner affidabile e fornitore di sicurezza responsabile a livello globale. Prosperità, stabilità e sicurezza – ha aggiunto il capo dello Stato – non sono solo valori da tutelare, ma interessi strategici da difendere”.

“Per l’Italia, tutte queste sfide vanno affrontate innanzitutto con i nostri partner transatlantici ed in seno all’Unione Europea, che nasce come unione di democrazie che, riconquistata la libertà, si impegnavano a tutelare la reciproca indipendenza e ad unire le forze per promuovere una ricostruzione rapida a beneficio comune” ha puntualizzato il presidente Mattarella.

Il tema delle tensioni internazionali e della guerra in Ucraina è al centro delle riflessioni e dei pensieri del capo dello Stato: “Il ristabilimento di una pace giusta è il mio auspicio per il futuro, perché solo attraverso la pace l’umanità potrà guardare al suo progresso. A questo obiettivo dobbiamo lavorare tutti, le diplomazie di tutti i Paesi sono chiamate a un impegno comune” precisa Mattarella.

In un mondo dove tutto si intreccia, dove politica ed economia sono strettamente collegate, bisogna rifuggire dalle tentazioni all’autosufficienza che, in momenti di crisi e di naturali chiusure, possono diventare allettanti: “Preoccupano i rischi di chiusura in sé stesse delle nostre economie, come possibile reazione al momento di crisi. In Europa, come ovunque, non dobbiamo cedere alle lusinghe del protezionismo, di una presunzione di autosufficienza. L’interdipendenza – la storia ce lo insegna – è un fattore prezioso di pace e di stabilità; e di benessere”.

Il presidente della Repubblica non dimentica il tema, cruciale, delle migrazioni e dei rapporti con il continente africano: “I flussi migratori stanno vivendo una forte intensificazione quale diretta conseguenza dell’insicurezza alimentare e dell’instabilità prodotte dalla guerra” ricorda il capo dello Stato, aggiungendo che “il primo irrinunciabile obiettivo della comunità internazionale deve essere quello della tutela dei diritti dei migranti. Se ricordassimo che dietro i numeri che freddamente vengono enunciati nelle statistiche, ci sono bambini, donne, famiglie, sarebbe più semplice, credo, farci guidare soprattutto dal principio di realtà e di solidarietà nell’individuare soluzioni”.

Nello specifico, sull’Africa Mattarella ricorda che “l’VIII edizione della conferenza internazionale Rome Med Dialogues ha confermato la concreta attenzione con cui l’Italia guarda ad una regione, quella del Mediterraneo allargato, a cui ci legano storia e collocazione geografica, sfide ed opportunità. I fattori di interdipendenza che attraversano questo asse geopolitico, fino a comprendere l’intero continente africano, ci uniscono in un comune destino e ci chiamano a costruire assieme un futuro condiviso. Un futuro che ci richiede di lavorare adesso, insieme e con intraprendenza, per la pace e la stabilità e per la promozione di una crescita sostenibile e resiliente” ha concluso il presidente.

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