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Covid, Rezza: "Non è finita, a Natale attenti ai nonni e ai fragili"

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Ultimo aggiornamento 18 Dicembre, 2022, 17:31:28 di Maurizio Barra

“Del Covid negli ultimi due anni e mezzo abbiamo capito molte cose. Oggi c’è un’endemizzazione con ondate di limitata intensità. Ma se invece ci domandiamo: è finita biologicamente? Allora la risposta è non del tutto e non dappertutto, basta vedere cosa succede in Cina”. Ad affermarlo è il direttore generale della Prevenzione al ministero della Salute Gianni Rezza che fa il punto sulla situazione della pandemia alla vigilia del periodo delle feste natalizie. “Circolano sia Covid che influenza. Non si rischia di prenderli tutti e due, perché c’è un meccanismo di interferenza virale che protegge in parte dalla doppia infezione. Il quadro però è complicato, la malattia stagionale torna dopo due anni” aggiunge. 

Uno dei problemi “è la diagnosi differenziale, cioè la possibilità di distinguere i due virus, cosa che incide sulle cure”. Il rischio è sempre quello che i più piccoli “li portino in casa, a nonni e altri parenti fragili. Anche per questo gli anziani vanno vaccinati“. 

Gli obblighi legati al Covid “sono venuti meno un po’ ovunque – ricorda Rezza. Noi li abbiamo sostituiti con raccomandazioni e indicazioni, puntando sulla responsabilità individuale“. Dopo oltre due anni, “gli strumenti per prevenire li conosciamo tutti”. La fine della pandemia “non si stabilisce per decreto ufficiale. Però abbiamo assistito alla fine sociale della pandemia, che ha portato alla conclusione dello stato emergenziale e delle misure, non solo da noi ma in tanti Paesi. Ora abbiamo una certa immunizzazione della popolazione, grazie ai vaccini e al fatto che molti sono stati infettati”. Con il coronavirus “bisogna conviverci senza che però abbia una velocità di circolazione alta – sottolinea Rezza -. Va fatto camminare lentamente, tenendo la curva dell’incidenza sotto controllo. È il modo per evitare la congestione degli ospedali”.

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