Aggiornamenti, Calcio, Cinema, Cronaca, ECONOMIA, Medicina, Salute e Benessere, Mondo, Notizie, Politica, Scienza, Spettacoli Musica e Cultura, Sport, Tecnologia, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Dostoevskij profeta della modernità nel libro di Julia Kristeva

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Dicembre, 2022, 22:59:00 di Maurizio Barra

JULIA KRISTEVA, IL DEMONE DI DOSTOEVSKIJ. IL SESSO, LA MORTE, IL LINGUAGGIO. (DONZELLI, PP 296, EURO 32)

La sorprendente attualità di Dostoevskij viene svelata da Julia Kristeva, lettrice d’eccezione del grande scrittore, nel saggio ‘Il demone di Dostoevskij’ che arriva il libreria il 21 dicembre per Donzelli.
    Un libro densissimo in cui i personaggi parossistici e autodistruttori che popolano le opere di Dostoevskij, fra mostri patetici e insetti insignificanti, presentano già la matrice carceraria dell’universo totalitario, che si sarebbe rivelato nella Shoah, o nel Gulag, e che oggi viviamo nel controllo operato dall’onnipresenza della tecnica. E’ dunque un Dostoevskij “profeta della nostra modernità” quello che entra, attraverso la lettura di Kristeva, con la sua opera nel terzo millennio dove, infine, “tutto è permesso”. E le angosce degli internauti si fondono, nel sottosuolo, ai demoni di Dostoevskij.
    Il “contorto scrittore russo”, come lo definiva Freud in una lettera, è intrinsecamente legato al mondo da cui proviene, ma è anche il più europeo degli scrittori, se è vero, come diceva Joyce, che a Dostoevskij dobbiamo la creazione della prosa contemporanea, da lui portata a un’intensità impareggiabile.
    “Ovunque e in ogni cosa ho vissuto fino al limite estremo, e ho passato la mia vita a superarlo” scriveva Dostoevskij all’amico poeta Anton Majkov nel 1867.
    “Riaprite i suoi libri, e ascoltate bene. Quando in definitiva ‘tutto è permesso’, o quasi, e non si ha più angoscia ma solo ansie liquide, non più desideri ma febbrile desiderio di acquisti, non più piaceri ma download urgenti, non più amicizie ma followers e likes, si è incapaci di esprimersi con le frasi dei posseduti di Dostoevskij, ma ci si vuota nella dipendenza dai click e dai selfie: ebbene, allora si è in risonanza con le estenuanti polifonie di san Dostoevskij, che già a quel tempo profetizzavano lo streaming degli sms, dei tweet, di Instagram, delle pornografie e delle ‘marce bianche’, della campagna ‘#MeToo’ e delle guerre nichiliste sotto forma di ‘guerre sante'” dice Kristeva, filosofa, psicoanalista e filologa, tra i maggiori teorici contemporanei della letteratura. 
   

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.