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Energia: Ricci,rinnovabili non bastano per decarbonizzazione

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Dicembre, 2022, 23:25:31 di Maurizio Barra

(ANSA) – GELA, 19 DIC – “Il tema della decarbonizzazione non
si può risolvere solo con le rinnovabili. Non si può negare il
ruolo del gas nella transizione e minimizzare il peso delle
soluzioni low carbon, come i biocarburanti, il biogas, i
processi circolari di valorizzazione dei rifiuti e la Ccs”. Lo
ha affermato il presidente di Confindustria Energia, Giuseppe
Ricci, intervenendo al convegno “Gas e carburanti: Bio si può –
Nuova frontiera per l’industria del Sud”, organizzato da
Fondazione Merita, in collaborazione con Eni, nella
bioraffineria Eni di Gela.”Si può ripartire dal Sud con un nuovo modello energetico
decarbonizzato – ha spiegato Ricci – e il caso Gela è
emblematico: una raffineria tradizionale che era stata chiusa,
per cessata competitività e prospettive, è stata riconvertita in
bioraffineria per la produzione di Hvo e poi biojet e bionafta,
partendo dal palm oil per arrivare ai waste&residue e agli oli
vegetali prodotti su terreni degradati in Africa”. “Questo però
– ha ribadito Ricci – è solo un punto di partenza e non il
punto di arrivo. Possiamo andare ancora avanti, proprio qui a
Gela e produrre il gas che ci manca con Argo e Cassiopea che
peraltro, applicando quel modello di sostenibilità integrata, ci
ha permesso di progettare l’impianto a terra in raffineria e non
in piattaforma off-shore”.

Per il presidente di Confindustria Energia, “questo significa
ridare ancora più vita al sito industriale di Gela, creare nuove
infrastrutture, nuovi investimenti e nuovo lavoro. Possiamo
investire ancora sulla bioraffineria per produrre ingenti
quantitativi di biojet e di bionafta per la chimica verde.

Metteremo in campo tante altre iniziative perseguendo una
transizione che sia giusta e che affianchi sempre agli obiettivi
ambientali anche quelli economici e sociali”.

“Per affrontare la transizione – ha detto Ricci – serve però un
gioco di squadra, snellire gli iter autorizzativi, perché il
problema è troppo grande per essere affrontato gli uni contro
gli altri difendendo ideologie, come spesso è stato fatto in
questi ultimi anni, in Italia e in Europa”. (ANSA).

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