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Le banche tengono a galla Piazza Affari. Vola lo yen su euro e dollaro

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Ultimo aggiornamento 21 Dicembre, 2022, 01:23:40 di Maurizio Barra

Gas anche oggi in primo piano. In avvio di contrattazioni è sceso fino a 100,20 euro al megawattora, dai 108 della chiusura di ieri e i 134 di giovedì scorso. E’ ancora, secondo molti analisti, l’effetto dell’accordo sul price cap.

C’è stata poi un’impennata fino a 115 euro, attorno alle 12 ora italiana, a seguito della notizia di un’esplosione in Russia di un gasdotto che raggiunge l’Europa attraverso l’Ucraina. Poco dopo però nuovo cambio di direzione: le quotazioni sono tornate a scendere perché è emerso che i flussi di gas russo continuano infatti attraverso collegamenti alternativi verso l’Europa. Alle 17:50 il gas è scambiato ad Amsterdam a 106 euro al megawattora, -2,30% rispetto a ieri.

Sul fronte azionario la seduta ha visto gli indici poco mossi, come ieri. A Milano +0,15% per l’indice Ftse Mib. Nel resto d’Europa Londra +0,13%, Francoforte -0,42%, Parigi -0,35%. In luce ci sono soprattutto i titoli bancari, con in testa Bper Banca, +4,48%, Banco Bpm, +4,13%, Unicredit +4,02%. Maggiori ribassi per Campari, -3,19%, Diasorin, -2,81%, e A2A, -2,31%.

Il settore bancario sale in tutta l’Eurozona, +2,5% per l’indice Stoxx del comparto. Il presidente della vigilanza bancaria della Bce Andrea Enria e il vice presidente della banca centrale Luis de Guindos hanno scritto un articolo sul blog della Bce. «Il settore bancario europeo – si legge – è abbastanza solido per poter gestire l’impatto di un rialzo dei tassi d’interesse sui bilanci, anche se le banche devono “prepararsi per i potenziali effetti di lungo termine” e prestare particolare attenzione alla gestione del rischio-tassi sulla gestione di impieghi e passività».

Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 217 ma sale ancora il rendimento del Btp italiano: 4,46%, in rialzo di 7 punti base.

Tra i motivi per cui i rendimenti salgono c’è la banca del Giappone. Questa notte ha aggiornato la sua politica monetaria, che prevede un livello massimo di rendimento dei titoli di Stato decennali, tenuto sotto controllo tramite gli acquisti di titoli. Il livello di rendimento è stato alzato da 0,25% a 0,50%.

Tra le conseguenze ci sono stati il calo della borsa di Tokyo, -2,46%, e il forte apprezzamento dello yen nei confronti di dollaro ed euro. Una politica monetaria più restrittiva, infatti, rende più appetibili gli investimenti in titoli di Stato giapponesi e può riportare sul mercato domestico parte dei capitali di investitori giapponesi attualmente impegnati sui mercati americano ed europeo. Un euro vale 140,4 yen, -3,23%. Un dollaro vale 113 yen, -4,15%.

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