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Perù, salgono a 27 le vittime degli scontri. Il Parlamento torna a discutere di elezioni anticipate

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Ultimo aggiornamento 21 Dicembre, 2022, 00:26:11 di Maurizio Barra

L’ennesima morte si aggiunge al già triste bilancio degli scontri fra manifestanti e polizia, in Perù: si registra il decesso di una persona nel distretto di Chala, nella regione di Arequipa. Il numero delle vittime dall’inizio delle proteste sale quindi a 27. L’Ufficio del Difensore civico, scrive il quotidiano di Lima La Republica, ha reso noto che nel corso dei disordini seguiti all’arresto dell’ex presidente Pedro Castillo, in proteste e blocchi stradali su gran parte del territorio nazionale, 21 persone sono state uccise in incidenti con le forze dell’ordine, mentre altre sei sono morte per altre ragioni, comunque legate alle tensioni di piazza.

La situazione, soprattutto nel centro-sud del Paese, rimane tesa. Dopo 48 ore di tregua concessa dai movimenti protagonisti delle proteste, la mobilitazione si sta riattivando, mentre si tornano a bloccare le principali vie di comunicazione. La presidente Dina Boluarte ha annunciato un rimpasto di governo che si attende per le prossime ore, mentre il Parlamento, dopo aver bocciato la settimana scorsa un progetto di legge che proponeva l’anticipo delle elezioni alla fine del prossimo anno, rispetto alla scadenza regolamentare del 2026, tornerà oggi a riesaminare la questione, anche per la forte pressione dell’opinione pubblica favorevole ad uno scioglimento dell’assemblea legislativa.

Intanto, il ministro degli Esteri messicano, Marcelo Ebrard, ha confermato la concessione dell’asilo politico ai famigliari dell’ex presidente Castillo, rifugiatisi nell’ambasciata messicana a Lima. Ebrard ha aggiunto che sono in corso colloqui con le autorità peruviane per l’eventuale concessione di un salvacondotto per il loro viaggio verso il Messico, riferisce il quotidiano El Universal.

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