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Regno Unito, per l'Alta Corte è illegale la norma sullo status dei cittadini Ue residenti a Londra

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Ultimo aggiornamento 21 Dicembre, 2022, 23:13:46 di Maurizio Barra

L’Alta Corte di Londra ha giudicato illegale l’obbligo per i residenti Ue nel Regno Unito, che hanno ottenuto lo status provvisorio (pre-settled status), di doverlo trasformare in permesso definitivo dopo aver risieduto per cinque anni nel Paese uscito dall’Unione europea nel 2015. Il passaggio da pre-settled a settled sarebbe necessario per continuare a godere di pieni diritti sull’isola, in base allo Settlement Scheme, introdotto in seguito alla Brexit.

Nella sua sentenza, il giudice Peter Lane ha evidenziato “l’incertezza” causata dall’attuale sistema, citando in particolare il rischio di espulsione che corrono 2,7 milioni di cittadini. Inutile dire che la faccenda tocca da vicino anche migliaia di italiani, trasferitisi a Londra per studio e lavoro.

Non solo: si afferma che il ministero dell’Interno – già pronto a ricorrere in appello – ha male interpretato l’accordo di recesso tra Londra e Bruxelles.

Si tratta, è pur vero, di un giudizio in primo grado ma con dei contraccolpi per l’esecutivo di Londra rispetto alla minaccia di un’applicazione rigida dello schema da parte dell’Home Office (il dicastero degli Interni inglese, ndr). Di fatto, se confermato, diventerà illegale la minaccia di espulsione per chi non aggiorna lo status.

Viene così data ragione all’ombudsman (difensore civico, ndr) per i diritti dei cittadini Ue nel Regno, la Independent monitoring authority (Ima), che aveva avviato il ricorso con una convinzione: “Le persone possono perdere i propri diritti solo in casi limitati” e fra questi non rientra il passaggio da “pre-settled” a “settled”.

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