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Spina etrusca, in mostra 'un grande porto nel Mediterraneo'

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Ultimo aggiornamento 21 Dicembre, 2022, 22:35:50 di Maurizio Barra

(ANSA) – FERRARA, 21 DIC – Il Museo Archeologico Nazionale di
Ferrara ospita dal 22 dicembre al 23 aprile la mostra ‘Spina
etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo’, in occasione del
centesimo anniversario della scoperta – avvenuta durante i
lavori per le opere di bonifica degli ambienti lagunari – della
città etrusca sorta sul delta del Po. L’esposizione, giocata sul
richiamo all’attualità dei percorsi e dei transiti nel Mar
Mediterraneo, si affida spesso al linguaggio immersivo ottenuto
con la ricostruzione digitale di paesaggi e contesti antichi e
intende suggerire al pubblico il significato del grande porto di
Spina per gli Etruschi del V secolo a.C. e per i cittadini
mediterranei del 2022. La mostra si trasferirà poi a Roma, al
Museo nazionale etrusco di Villa Giulia.
   
Il percorso racconta il ruolo di Spina quale nodo
fondamentale nella rete di contatti e traffici che connettevano
le principali città del Mediterraneo di età arcaica e classica,
punto di incontro di merci, persone e stimoli culturali di
diversa provenienza, in stretto dialogo con Atene e i principali
centri della Grecia antica. L’esposizione fa risaltare
l’eccezionalità del porto adriatico di Spina, città in costante
confronto con l’elemento acquatico, mettendone in luce
similarità e differenze con i grandi insediamenti etruschi del
Tirreno e con la città gemellata di Cerveteri, per illustrarne
la struttura sociale, la varietà culturale ed etnica, le
espressioni delle élites aristocratiche, la vocazione portuale e
l’importanza nelle dinamiche del commercio antico.
   
L’allestimento sceglie di affidarsi in modo consistente al
linguaggio delle tecnologie di ricostruzione dei paesaggi e dei
contesti antichi. I reperti esposti provengono dai principali
musei archeologici italiani, altri importanti materiali dal
Metropolitan Museum of Art di New York, alla cui presenza ha
contribuito anche la Regione Emilia-Romagna.
   
Le iniziative scientifiche e divulgative sono state
coordinate dalla Direzione generale Musei in collaborazione con
la Direzione regionale Emilia-Romagna e la Soprintendenza
Archeologia, con le amministrazioni locali e le Università che
da anni effettuano ricerche e scavi sull’insediamento antico:
Bologna, Ferrara e Zurigo. (ANSA).
   

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