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Manovra: Federparchi,per fauna selvatica servono specialisti

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Ultimo aggiornamento 22 Dicembre, 2022, 22:54:34 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 22 DIC – “C’è ampia discussione e confusione
sulla norma per il controllo della fauna selvatica. Non viene
aperta la caccia in nessuna zona dove oggi è vietata, né in
città né tantomeno nelle aree naturali protette. Già con le
leggi vigenti è possibile svolgere attività di controllo in tali
aree, nei soli parchi nazionali e regionali nel 2021 sono stati
abbattuti oltre 16.000 cinghiali”. Lo afferma Federparchi
commentando in una nota la misura inserita in manovra e
spiegando in particolare che “la norma va a modificare la legge
157/92 (che riguarda la fauna selvatica) e non la 394/91, che
riguarda le aree protette”.L’emendamento, prosegue la federazione, “contiene aspetti
positivi e criticità. È stata tolta la dicitura ambigua che
richiedeva ‘metodi ecologici’ prima di usare catture e
abbattimenti. Il legislatore forse pensava a ‘metodi non
cruenti’, ma per come era scritta non voleva dire nulla. E’
anche positivo che fra le motivazioni degli interventi sia stata
inserita la ‘sicurezza stradale’. Troppi gli incidenti, anche
gravi, causati soprattutto dai cinghiali. E’ invece inutile e
dannoso – prosegue Federparchi – limitare la possibilità degli
interventi di controllo ai soli cacciatori per due motivi. Il
provvedimento riguarda tutta la fauna selvatica, non solo quella
oggetto di caccia, e se un cacciatore può possedere il know how
per le operazioni di controllo che riguardano specie cacciabili
(cinghiali, cervi, daini, mufloni etc.), nulla sa di come si
deve intervenire su altre specie, soprattutto aliene (scoiattolo
grigio, procione, parrocchetto etc.). Occorre l’ausilio di
specialisti per la buona riuscita delle azioni. Stante il
crescente problema delle specie invasive/aliene si stanno
formando sempre più imprese specializzate nel loro controllo.

Questa sarebbe la soluzione migliore, molti parchi hanno già
stipulato contratti a tale scopo”.

Altra criticità, secondo la federazione, sta nel fatto che
non sia previsto un corso per abilitare i cacciatori: “caccia e
controllo sono cose diverse, anche se lo strumento può essere
sempre l’arma da fuoco, ma il controllo presuppone la conoscenza
di problematiche più ampie”. (ANSA).

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