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Apple: a rischio la produzione di iPhone in Cina

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 26 Dicembre, 2022, 03:09:38 di Maurizio Barra

Il business di Apple in Cina è minacciato dal nuovo diffondersi di coronavirus nel Paese, con gli esperti che avvertono del rischio crescente di un’interruzione della produzione di iPhone, che potrebbe durare mesi. Lo rileva il Financial Times nell’articolo di apertura del sito. Un quinto delle entrate di Apple proviene dalle vendite in Cina, mentre oltre il 90% degli iPhone viene assemblato lì. 

A seguito dell’ondata di Covid iniziata a ottobre, il gigante tecnologico statunitense ha dovuto affrontare quasi 2 mesi di caos a “iPhone City” a Zhengzhou, la città-fabbrica di Foxconn, la più grande multinazionale taiwanese produttrice di componenti elettronici originali in tutto il mondo, dove centinaia di migliaia di dipendenti lavorano notte e giorno per produrre 500.000 iPhone al giorno.

Il rallentamento della produzione iniziato ad ottobre, quando i lavoratori hanno lasciato la megafabbrica di Zhengzhou a causa dei timori legati alle restrizioni per Covid, ha causato tempi di attesa insolitamente lunghi per i clienti che acquistano iPhone negli Stati Uniti: circa 23 giorni. Gli analisti internazionali hanno stimato che tale stop sia costato a Apple circa 1 miliardo di dollari a settimana in vendite perse.

Già a novembre, a corto di personale, Foxconn ha offerto bonus ai lavoratori per il loro ritorno in fabbrica e spostato parte della produzione in altri stbilimenti in Cina. Ora, a seguito dell’inversione politica di zero-Covid da parte del governo cinese, si profila un rischio più duraturo: la potenziale carenza di lavoratori in tutta la Cina, “non solo nelle fabbriche, ma anche nei magazzini, nella distribuzione, nella logistica e nei trasporti”, ha dichiarato al Financial Times Bindiya Vakil, amministratore delegato di Resilinc, gruppo californiano che tiene traccia di oltre 3 milioni di componenti per fornire servizi di mappatura della catena di approvvigionamento.

Questi problemi di produzione non faranno altro che accelerare la volontà di Apple di diversificare la catena di approvvigionamento, spostandola fuori dalla Cina, ad esempio verso paesi come l’India. La rivale Samsung è uscita dalla Cina nel 2019 e ha diversificato l’assemblaggio in almeno quattro Paesi.

Il 6 novembre Apple ha avvertito di “significative” interruzioni in vista delle festività natalizie. Questa dichiarazione è arrivata meno di due settimane dopo che i dirigenti avevano previsto una crescita delle vendite inferiore all’8% nel periodo cruciale intorno a Natale. Invece, secondo le stime bancarie raccolte da Visible Alpha, gli utili netti della multinazionale dovrebbero crollare di oltre l’8%: ciò interromperebbe la crescita costante dei ricavi da 3 anni e mezzo a questa parte, in quanto Apple sta sperimentando una carenza di iPhone compresa tra i 5 e i 15 milioni. 

C’è comunque da dire che il fatturato dell’azienda per questo trimestre scenderà appena al di sotto del record di 123,9 miliardi di dollari raggiunto nello stesso periodo dell’anno scorso. Sono però seri i rischi per i ricavi di Apple per il 2023: secondo le stime un milione di cinesi rischiano di morire a causa del Covid nei prossimi mesi invernali, dopo che il presidente Xi Jinping ha rimosso i rigidi controlli sulla pandemia. La scorsa settimana un Apple Store nel principale quartiere commerciale di Pechino ha dovuto ridurre l’orario di lavoro perché tutti i dipendenti erano malati.   

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