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Sette ragazzi evasi dal "Beccaria". Due sono stati presi. Fuoco nelle celle per protesta

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Ultimo aggiornamento 26 Dicembre, 2022, 02:42:19 di Maurizio Barra

Hanno aperto un varco nella recinzione e scavalcato il muro di cinta. A quel punto il “Cesare Beccaria” era ormai alle loro spalle. E’ la dinamica dell’evasione di 7 ragazzi detenuti nell’istituto penale per minori di Milano, fuggiti dal cortile passeggi approfittando di lavori in corso. Hanno tutti tra i 17 e i 18 anni. Allertato il personale di Polizia Penitenziaria, anche fuori servizio, e le altre Forze dell’Ordine. Due giovani sono già stati presi.

Sulla vicenda indagano sia la Procura di Milano che la Procura per i minorenni. Si appresta a raggiungere il carcere il direttore generale del Dipartimento della giustizia minorile del ministero di Via Arenula Giuseppe Cacciapuoti.

Intanto alcuni detenuti hanno appiccato il fuoco all’interno di diverse celle in segno di protesta, probabilmente un gesto legato a quanto accaduto: lo fanno sapere i vigili del fuoco che hanno inviato sul posto cinque mezzi antincendio. Secondo il segretario generale del sindacato Sappe, Donato Capece, sarebbero diversi gli agenti e i detenuti in prenda a convulsioni e vomito per aver respirato il fumo dei materassi incendiati.

A dare la notizia dell’evasione, Gennarino De Fazio, segretario generale della UilPa Polizia Penitenziaria. Attività – punta il dito il rappresentante sindacale – “che perdurano da svariato tempo”.

Sul banco degli imputati anche l’innalzamento dell’età dei detenuti degli istituti minorili che può arrivare fino ai 25 anni; misura adottata per tentare di contrastare l’annoso problema del sovraffollamento dei penitenziari ordinari. 

“Da qualche tempo – sottolinea De Fazio – molte delle problematiche che investono le carceri si ritrovano anche negli istituti penali per minorenni. In particolare, sono in vorticoso aumento i casi d’aggressione agli operatori, di sommosse e, come in questo caso, di evasione. Ciò è evidentemente – continua – imputabile a una serie di fattori che vanno dal  sostanziale disinteresse della politica prevalente e dei governi alle vicende penitenziarie a scelte poco oculate, quale appunto l’innalzamento del limite d’età che consente la detenzione nelle  strutture minorili, accusa il segretario della Uilpa Polizia Penitenziaria.

Non sappiamo ancora – rimarca Gian Luigi Madonia, segretario dell’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria della Lombardia – se possano esserci responsabilità organizzative o professionali del Reparto o deficit strutturali che hanno indebolito i sistemi di sicurezza, ma possiamo affermare che l’evasione è eclatante. Sette soggetti insieme – prosegue – è un evento che probabilmente non ha precedenti. Ennesimo brutto segnale di un sistema penitenziario da ricostruire, perché ormai al collasso sotto tutti i punti divista“.   

 

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