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Bolivia: chiesti sei mesi di carcere preventivo per Camacho

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Ultimo aggiornamento 30 Dicembre, 2022, 01:41:10 di Maurizio Barra

(ANSA) – LA PAZ, 29 DIC – La magistratura boliviana ha
chiesto sei mesi di carcere preventivo per il leader oppositore
boliviano Luis Camacho, agli arresti da ieri nell’ambito del
processo che indaga sui fatti che portarono nel 2019 alle
dimissioni forzate dell’ex presidente Evo Morales e
all’insediamento del governo ad interim di Jeanine Anez
(2019-2020).
   
E’ quanto si legge nella richiesta presentata oggi dalla
Procura generale al giudice cautelare di La Paz. Nel documento,
pubblicato dal quotidiano El Deber, viene ufficializzata
l’imputazione nei confronti di Camacho per il reato di
“terrorismo” e si sostiene l’esistenza di un concreto “pericolo
di fuga e di inquinamento delle prove”.
   
L’arresto del leader dell’opposizione ha scatenato da ieri
un’ondata di violenza e proteste nella provincia di Santa Cruz
di cui lo stesso Camacho è governatore. Manifestanti sono scesi
in piazza per protestare contro quello che ritengono un
‘sequestro’ e, secondo i media locali, si sono verificati duri
scontri con le forze dell’ordine. Le proteste, proseguite
durante tutta la notte scorsa, sono state dirette principalmente
contro la stessa polizia, con un attacco mirato a occupare
direttamente il comando dipartimentale di Santa Cruz della
polizia nazionale, e contro gli edifici della magistratura.
   
Incendiata anche la casa del ministro dei Lavori pubblici,
Edgar Montano, mentre gruppi di manifestanti hanno formato
barricate per impedire il transito nei principali punti di
accesso alla città.
   
Sempre la Procura smentito ieri attraverso un comunicato
l’ipotesi di un “sequestro” da parte della polizia del
governatore di Santa Cruz. Nella nota si precisa che la
richiesta di detenzione risale ad ottobre di quest’anno e che
Camacho era al corrente delle accuse per le quali figura come
imputato.
   
“Non si tratta né di un sequestro né di una persecuzione
politica”, si afferma nel comunicato dove si precisa anche che
l’ordine di arresto è stato approvato da un giudice del
Tribunale penale e che sono state rispettate tutte le istanze
del “dovuto processo” così come “i diritti e le garanzie
costituzionali” dell’imputato. (ANSA).
   

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