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L'Italia in Antartide

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Ultimo aggiornamento 5 Gennaio, 2023, 13:42:21 di Maurizio Barra

Il primo italiano in Antartide, trascorrendovi fra l’altro un intero inverno, fu il valdostano Pierre Dayné, una guida alpina imbarcata nella spedizione del francese Jean-Baptiste Charcot fra il 1903 e il 1904.

 

Nel secondo dopoguerra, in particolare dalla fine degli anni ’50 in poi, si succedettero varie spedizioni, prima su iniziativa di privati e poi anche promosse dal CNR.  

 

Nel 1981 l’Italia aderì al Trattato Internazionale per l’Antartide e nel 1985 fu istituito il PNRA, il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, che oggi viene finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e opera con il coordinamento scientifico del CNR e il coordinamento logistico dell’ENEA.

 

La prima stazione italiana, chiamata inizialmente Baia Terra Nova e poi dedicata a Mario Zucchelli, uno dei pionieri che hanno portato l’Italia in Antartide, fu costruita dalla fine del 1986. Si trova sulla costa del Mare di Ross, a 74°62′ di latitudine sud e viene utilizzata da ottobre a febbraio. Con una superficie coperta di 7500 metri quadrati, ospita alloggi, laboratori, magazzini e vari generi di impianti e servizi. In media ospita 85 persone, ma dispone complessivamente di 124 posti letto.

 

Dal 2005 è operativa anche la Stazione Concordia, posizionata sul Plateau Antartico a 75°06′ sud e a oltre 3200 metri di quota. È gestita in collaborazione con la Francia e rimane sempre operativa, anche durante l’inverno australe quando le temperature toccano i -80°C. Può ospitare fino a 16 persone d’inverno e fino a un’ottantina d’estate.

 

Dal 2019 l’Italia dispone anche di una rompighiaccio, la nave “Laura Bassi” dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale. Viene utilizzata per il trasporto di persone e materiali, ma anche per compiere delle campagne di ricerca oceanografiche. Di fatto, è una sorta di terza base da utilizzare in mare aperto.

 

Alle Spedizioni italiane partecipano con vari ruoli anche molti istituti di ricerca e università. Il Ministero degli Affari Esteri coordina la presenza dell’Italia alle riunioni del Trattato Antartico. Il Ministero della Difesa contribuisce alla valutazione medica e psicologica preliminare dei candidati e al loro addestramento, invia personale specializzato e sviluppa ricerche nel campo dell’idrografia con l’Istituto Idrografico della Marina, nella cartografia con l’Istituto Geografico Militare Italiano e della meteorologia con l’Aeronautica Militare, a cui sono affidati anche i trasporti con l’aereo cargo C130J.

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