Aggiornamenti, Calcio, Cinema, Cronaca, ECONOMIA, Juventus, Medicina, Salute e Benessere, Mondo, Notizie, Piemonte, Politica, Scienza, Spettacoli Musica e Cultura, Sport, Tecnologia, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

La sofferta vittoria di McCarthy, Trump: "Il partito repubblicano si è unito per lui"

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 7 Gennaio, 2023, 19:13:17 di Maurizio Barra

Quasi in risposta al ringraziamento pubblico ricevuto dallo speaker neoeletto, pronunciato al momento del giuramento, arriva un “Grazie Kevin, è stato un grandissimo onore!” da parte del suo principale sponsor, Donald Trump. È questo l’epilogo in chiaroscuro dell’elezione più sofferta, drammatica e contrastata per la terza più alta carica dello Stato, il sommo scranno della Camera dei Rappresentanti del Congresso americano. Era infatti dal 1923 che lo speaker non veniva eletto al primo colpo; per eleggere Kevin McCarthy ce ne sono voluti ben 15, di “colpi”. Un’altra significativa statistica, che dice molto su questo voto: dal 1859, cioè da prima della Guerra civile, non si verificavano così tante votazioni prima della “fumata bianca”.

Il ringraziamento dell’ex presidente arriva dopo un video diffuso dallo stesso McCarhty, nel quale il vincitore ringrazia pubblicamente Trump per il ruolo giocato nella difficile partita della sua elezione. “Il partito repubblicano si è davvero unito la notte scorsa. È stata una bellissima cosa da vedere. Storica!” scrive poi il miliardario newyorkese in un post sul suo social media Truth. Intanto, diventa virale, con oltre 10 milioni di visualizzazioni su Twitter, la foto nella quale la trumpiana Marjorie Taylor-Greeene mostra ai colleghi di partito il suo Iphone mentre riceve la chiamata da “DT”, Donald Trump.

Una foto che sintetizza plasticamente, e conferma, la presa dell’ex presidente sul suo partito, a smentire le voci degli ultimi giorni – dettate dalle fumate nere per McCarthy – che facevano propendere per una tesi opposta: quella che voleva i Repubblicani preda dell’anarchia, divisi per bande, con Donald Trump impegnato nel disperato tentativo di tenere insieme tutti i pezzi di una formazione composita e variegata, lacerata tra i fedelissimi del tycoon e quell’ala più moderata, non rassegnata a farsi cannibalizzare dai trumpiani.

E invece, appunto, Trump c’è e continua a condizionare le sorti dei Repubblicani: come è poi emerso dai retroscena che hanno ricostruito la sofferta elezione di McCarthy, si è scoperto che Trump ha telefonato a Matt Gaentz (uno degli irriducibili a dare il voto al candidato ufficiale del GOP) e a un altro dissidente, Andy Biggs (che aveva votato per un terzo candidato alla 14esima chiama), per convincere entrambi a dare la loro preferenza al “suo” candidato. La pressione dell’ex presidente non ha tuttavia funzionato su Gaentz, leader dei ribelli, che si è astenuto anche all’ultimo voto, ma senza il voto contrario di Biggs.

Una vittoria incerta, quindi, che lascia aperti molti interrogativi sul futuro del partito e sulla fragile gestione che McCarthy potrà fare dell’Aula in cui occupa lo scranno più alto, a causa delle tante concessioni che ha dovuto fare ai dissidenti in cambio del loro voto, consegnandosi di fatto, per i prossimi due anni, nelle mani degli ultraconservatori. La contropartita dei ribelli prevede che un singolo deputato possa chiedere un voto di sfiducia per rimuovere lo speaker; che il Freedom Caucus, l’ala destra del partito, ottenga un terzo dei membri della potente Rules Committee, la commissione che controlla quali leggi arrivano in aula e in che forma; e infine che si possa votare sulla proposta di limiti di mandato e sulla legge per la sicurezza dei confini.

Lo speaker neoeletto, dal canto suo, ha ringraziato Trump per averlo aiutato a ottenere i voti. “Non credo che nessuno dovrebbe dubitare della sua influenza. Era con me fin dall’inizio, qualcuno ha messo in dubbio che ci fosse, ma c’era, eccome. Mi chiamava e chiamava gli altri. Stavo giusto parlando con lui stasera, stava aiutando a ottenere quei voti finali”. Parole di vittoria e soddisfazione, quelle di McCarthy, che tuttavia non sono riuscite a celare la sua evidente frustrazione: il drammatico cammino che ha portato alla sua elezione è infatti indicativo di quanto sarà complicata la gestione della Camera per i prossimi due anni; e, in più, che la fronda degli ultraconservatori peserà ben più di quanto una parte dei Repubblicani potesse immaginare.

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.