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Sale a 17 morti e 30 feriti il bilancio delle proteste in Perù

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Ultimo aggiornamento 10 Gennaio, 2023, 17:01:16 di Maurizio Barra

     E’ salito ad almeno 17 morti e circa 30 feriti il bilancio degli scontri avvenuti a Juliaca, nel sud del Perù, tra polizia e manifestanti antigovernativi. Lo rende noto il Difensore del popolo. Le vittime hanno ferite da arma da fuoco, ha detto un funzionario dell’ospedale Carlos Monge di Juliaca, dove sono state portate. Gli scontri sono scoppiati quando i manifestanti – che chiedono le dimissioni della presidente Dina Boluarte-  hanno tentato di invadere l’aeroporto della città, situata circa 1.300 km a sud di Lima, nella regione di Puno. Questo aeroporto era già stato oggetto di un tentativo di assalto sabato. 

   Con questo nuovo bilancio, sono ormai 44 i morti e varie centinaia di feriti delle tensioni scatenate nel paese sudamericano dallo scorso 7 dicembre, cioé dalla destituzione dell’allora presidente Pedro Castillo, che sta scontando una condanna a 18 mesi di custodia cautelare. L’Ufficio del Difensore del popolo peruviano ha confermato che ieri  a Juliaca si è registrato il giorno più cruento da quando è in atto uno sciopero a tempo indeterminato, attraverso il quale i manifestanti chiedono lo scioglimento del Parlamento, le dimissioni della presidente Dina Boluarte -che era la vice di Castillo e ne ha preso il posto dopo la destituzione del capo di Stato- e immediate elezioni anticipate.

   Si è trattato, secondo i media, di una battaglia in cui i manifestanti hanno cercato di occupare l’aeroporto, trovando uno sbarramento di agenti che hanno utilizzato armi e lacrimogeni. Il governo è convinto che le proteste siano promosse e finanziate da gruppi terroristici e narcos. Tesi respinta  dai movimenti che manifestano con blocchi stradali e cortei in numerose regioni del centro-sud peruviano. In un editoriale pubblicato oggi, il quotidiano centrista La Republica sottolinea che “per questa situazione, di cui sono corresponsabili sia il governo sia il Parlamento nazionale, non si prospetta nessuna soluzione politica”.

   Riflettendo sull’emergenza, il giornale sostiene che “in relazione al Perù meridionale, ci sono condizioni specifiche che spiegano le proteste che si svolgono in varie città della regione di Puno e che conferiscono alle rivendicazioni un carattere unico”. In primo luogo, si precisa, “l’incuria storica che il paese ha mantenuto nei confronti di questa regione, non solo in questo governo, ma anche in quelli precedenti, che hanno fatto poco per includere nello sviluppo questa importante parte del Perù”.

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