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Libri, la scienza che insegna alle macchine a parlare

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Ultimo aggiornamento 11 Gennaio, 2023, 22:17:40 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 11 GEN – Siamo stati abituati a pensare che il
linguaggio e la capacità esprimere emozioni sia una prerogativa
umana, ma i progressi fatti dalle Intelligenze Artificiali
stanno mettendo in dubbio queste certezze. Chatbot e assistenti
vocali stanno ormai diventando ‘umani’, a spiegare le basi
scientifiche di tutto questo è ‘Che cos’è la linguistica
computazionale’ di Malvina Nissim e Ludovica Pannitto (Carocci,
128 pagine, 13 euro).”La linguistica computazionale non è solo una scienza: è
un’analisi del mondo, delle sue origini e della sua evoluzione”:
è l’incipit di questo libro divulgativo dedicato a spiegare con
un linguaggio asciutto e puntuale cosa sia questo recente
settore che sta silenziosamente, e in modo invisibile ai più,
rivoluzionando le nostre vite. Ma a scrivere questo incipit non
sono state le autrici bensì una macchina, in particolare
GePpeTro (Generalized Pre-trained Transformers). In questi pochi
ultimi anni c’è stata un’incredibile accelerazione nelle
capacità dei software di riuscire e ‘comprendere’ testi,
rielaborarli e riuscire a sostenere un dialogo quasi come un
individuo umano. Le ricerche online, chat con operatori virtuali
o assistenti vocali ne sono solo alcuni degli esempi concreti
con cui ci confrontiamo quotidianamente ma esistono algoritmi
sempre più evoluti che riescono addirittura a mettere in
discussione l’assunto che le macchine siano solo macchine e non
abbiano invece una vera coscienza (come accaduto qualche mese fa
con Lamda di Google). Ma come è stato possibile arrivare a
insegnare alle macchine a parlare e comprendere il nostro
linguaggio? Il breve libro scritto a 4 mani cerca proprio di
guidare il lettore a comprendere le basi di questo settore:
quali sono i metodi utilizzati per analizzare i testi e per
cercare di estrapolarne i significati, quali possono essere le
regole per ‘insegnare a parlare’ e infine le tante sfide ancora
aperte. “La comprensione del funzionamento e dei limiti delle
tecnologie linguistiche – scrivono le autrici – costituisce la
base per una maggiore consapevolezza nel loro uso ormai
quotidiano, ricordandoci che noi umani siamo non soltanto i
destinatari ma, creando i dati linguistici, anche i protagonisti
del processo di sviluppo delle tecnologie”. (ANSA).

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