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Russia: prima causa per "propaganda LGBT" contro una casa editrice

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 11 Gennaio, 2023, 21:51:17 di Maurizio Barra

Primi effetti della nuova legge russa “contro la propaganda LGBT”. Prima vittima, una casa editrice: Popcorn Books. L‘accusa è quella di aver pubblicato due romanzi che descrivono relazioni tra adolescenti dello stesso sesso. 

A sporgere denuncia è stato Aleksandr Khinshtein, deputato del partito al potere “Russia Unita”, lo stesso del presidente Vladimir Putin: Khinshtein è peraltro fra gli estensori della legge approvata a novembre e mirata a reprimere ogni rappresentazione pubblica di gay, lesbiche, bisessuali e transgender.

 

Summer in a Pioneer's Tie telegram/Popcorn Books

Summer in a Pioneer’s Tie

La maggioranza al potere a Mosca sostiene che la legge ha lo scopo di “difendere la moralità” dall’invasione di valori estranei alla cultura russa e promossi dall’Occidente. Le organizzazioni di difesa dei diritti umani replicano che l’effetto è quello di reprimere alcune minoranze e le loro organizzazioni nella vita civile.

Il deputato ha fatto notare che uno dei libri incriminati ha come protagonisti alcuni giovani Pionieri, cioè i membri dell’organizzazione sovietica giovanile riservata a minori di età compresa tra i 9 e i 14 anni, durante la loro permanenza in una colonia estiva. Il romanzo si è classificato al secondo posto tra i libri più popolari in Russia nel 2022.

Ma quello che sembra avere in particolare irritato il deputato nazionalista è che sulle copertine della Popcorn Books campeggia una citazione dell’Articolo 29 della Costituzione russa: quella che garantisce libertà di parola e divieto di censura. Khinshtein sostiene che tale scelta sia provocatoria.

“Spero che il caso venga portato in tribunale: la casa editrice ha apertamente sfidato lo Stato e deve ottenere ciò che merita”, ha detto il deputato.

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