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Ong a Salvini, tavolo per limite 30 km/h nelle città

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 13 Gennaio, 2023, 21:49:30 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 13 GEN – “L’istituzione delle Città 30 è il
provvedimento più innovativo ed efficace per contrastare
l’incidentalità sulle strade urbane, in quanto coniuga una
drastica riduzione delle stragi stradali, l’integrazione tra le
diverse composizioni modali di trasporto, il rispetto degli
impegni climatici, il miglioramento della vivibilità, oltre che
una significativa fluidificazione del traffico”. A ribadirlo
sono Legambiente, Fiab, Asvis, Kyoto Club, Vivinstrada, Ancma,
Salvaiciclisti, Fondazione Michele Scarponi, Amodo-
In una lettera scritta e inviata oggi al Ministro delle
Infrastrutture e dei trasporti (MIT), Matteo Salvini, le ong
chiedono un incontro al Dicastero e l’apertura di tavolo di
discussione sul tema. “Anche in Italia ― scrivono le
associazioni ― dopo Olbia e Cesena, anche Bergamo, Torino,
Bologna e solo ultima Milano, stanno avviando percorsi per
diventare Città 30″.”Con una media di 561 feriti e 7,9 vittime ogni giorno –
ricordano -, 1 ogni 3 ore, gli incidenti stradali attualmente
sono in Italia la prima causa di morte per i giovani, oltre a
essere la prima causa di morte del lavoratore in itinere, con un
costo sociale complessivo pari a 16,4 miliardi di euro, pari
allo 0,9% del PIL nazionale, secondo dati Aci-Istat 2021”.

“Moderare la velocità come previsto dalle Città 30 ―
concludono le associazioni ― non rappresenta un limite alla
libera e celere circolazione delle persone e delle merci, in
quanto attualmente la velocità media all’interno delle città è
di 29,4 km/h (secondo l’Osservatorio UnipolSai sulle abitudini
al volante), scendendo fino a 7-8 km/h nelle ore di punta
(secondo l’ultimo libro bianco dei trasporti di Confcommercio).

L’automobile privata non è il mezzo più veloce e affidabile nei
centri urbani, solo con l’intermodalità tra i vari mezzi di
trasporto, quali trasporto pubblico urbano, sharing e mobilità
attiva, si potrà ottenere una riduzione del tasso di
motorizzazione di cui l’Italia detiene primato europeo”. (ANSA).

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