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Tragedia del Mottarone, Perocchio e Nerini sospesi per un anno

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Ultimo aggiornamento 16 Gennaio, 2023, 09:22:25 di Maurizio Barra

Il tribunale del Riesame di Torino, accogliendo la richiesta della Procura di Verbania, ha disposto la sospensione per un anno dall’esercizio dell’attività di imprenditore nel settore dei trasporti per Luigi Nerini, il gestore della funivia del Mottarone, e la sospensione per un anno dall’esercizio della professione per Enrico Perocchio, direttore dell’impianto e dipendente della Leitner. I due sono tra gli indagati per la tragedia in cui sono morte 14 persone. Il provvedimento è stato depositato oggi e fa seguito al rinvio degli atti della Cassazione. Gli indagati possono ancora impugnare davanti alla Suprema Corte.

Perocchio e Nerini, portati in carcere tre giorni dopo l’incidente avvenuto il 23 maggio del 2021, erano stati scarcerati dal gip Donatella Banci Buonamici che il 29 maggio non aveva convalidato la richiesta di fermo e di misura cautelare. La Procura ricorse allora al Tribunale del Riesame, che il 28 ottobre del 2021 condivise la linea dell’accusa disponendo la custodia cautelare entrambi.

Pochi giorni più tardi, l’8 ottobre del 2021, le difese ricorsero in Cassazione contro la decisione del Riesame. Si arriva così al 19 aprile dello scorso anno, quando la Suprema Corte rinviò gli atti al Riesame chiedendo di rifare il procedimento per Nerini e di rivalutare la misura nei confronti di Perocchio.

Luigi Nerini non solo “conosceva le condotte del capo servizio” della funivia del Mottarone, Gabriele Tadini, il quale “non rispettava il regolamento di esercizio apponendo i ceppi durante le corse ordinarie”, ma era a conoscenza anche di quelle di Enrico Perocchio, il direttore d’esercizio dell’impianto, “gravemente e reiteratamente inadempiente ai propri doveri”. Lo scrivono i tre giudici della seconda sezione penale del tribunale di Torino, Loretta Bianco, Marta Sterpos e Giancarlo Capecchi, in un passaggio dell’ordinanza di 95 pagine con cui hanno disposto la sospensione dalle rispettive attività professionali dei due indagati.

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