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"Smascherati" centinaia di buchi neri nascosti grazie al telescopio Chandra

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 14 Gennaio, 2023, 12:27:26 di Maurizio Barra

Centinaia di buchi neri nascosti da gas e polveri sono stati scovati dagli astronomi grazie al confronto tra le immagini ai raggi X del telescopio spaziale Nasa Chandra e quelle del telescopio ottico della ricerca Sloan Digital Sky Survey. Un risultato che fornisce agli scienziati un censimento più accurato dei buchi neri nell’Universo.

Sono tutti buchi neri supermassicci che contengono milioni, o addirittura miliardi di volte la massa del nostro Sole, e che si trovano a distanze comprese tra 550 milioni e 7,8 miliardi di anni luce dalla Terra. 

La scoperta, presentata al convegno della Società Astronomica Americana a Seattle, è stata fatta da un gruppo di ricercatori guidati dal Centro per l’Astrofisica Harvard-Smithsonian, che hanno confrontato i dati raccolti da Chandra nei suoi primi 15 anni di attività, a partire da 1999, con quelli della ricerca Sloan Digital Sky Survey, che utilizza un telescopio ottico dell’osservatorio di Apache Point, nel New Mexico.

Da circa 40 anni è noto che alcune galassie appaiono normali alle osservazioni fatte con telescopi ottici, mentre brillano intensamente se le si osserva ai raggi X. Mettendo a confronto le due tipologie di immagini, i ricercatori guidati da Dong-Woo Kim hanno identificato più di 800 di questi oggetti, oltre dieci volte il numero conosciuto prima che Chandra entrasse in funzione. Circa la metà di questi sono stati confermati come buchi neri supermassicci rimasti finora invisibili.

“Questi risultati dimostrano quanto sia fondamentale confrontare i dati ottici con quelli a raggi X”, commenta Amanda Malnati dell’americano Smith College del Northampton, tra gli autori dello studio: “Il catalogo raccolto da Chandra è un tesoro in continua crescita, che sarà fonte di molte scoperte negli anni a venire”.

Gli altri oggetti individuati, invece, restano ancora misteriosi: alcuni potrebbero essere galassie raggruppate in ammassi mai scoperti prima, mentre i restanti potrebbero nascondere altri buchi neri situati in galassie dove i segnali ottici si confondono con la luce intensa delle stelle.

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