Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Da una coperta l'eccentrico domestico di Etro

Tempo di lettura: < 1 minuto

Ultimo aggiornamento 15 Gennaio, 2023, 20:29:56 di Maurizio Barra

(di Gioia Giudici)
(ANSA) – MILANO, 15 GEN – Una coperta di velluto jacquard,
che Marco de Vincenzo amava da bambino, è il collegamento tra il
mondo dello stilista e quello di Etro, per cui lo stilista firma
la prima collezione uomo da direttore creativo. “Questa
collezione – spiega lo stesso de Vincenzo – nasce da una
coperta, un pezzo della mia vita che ho portato nella storia di
Etro, perché questa coperta è diventata il cappotto che apre la
sfilata”, in un set allestito con tutte le ridelle e i rotoli di
tessuto arrivati direttamente dagli archivi della maison.
   
Vedendo tutto per la prima volta, de Vincenzo si è mosso
negli archivi con la passione di chi rimane incantato dalle
storie che stanno dietro ogni singolo rotolo: “il signor Etro –
ricorda – mi ha raccontato che aveva inventato dei tessuti
scozzesi”, e lui in questa collezione ha ritirato fuori proprio
quelli, con i kilt lunghi da abbinare a giacca e pantaloni o da
portare anche come gonna e basta, con gli zoccoli con la punta
all’insù stile olandese, ma con le borchie dorate. Perché in
questa collezione “c’è uno scambio continuo – spiega ancora lo
stilista – tra domestico, confortevole, ed eccentrico: è come
portare la casa fuori”. Come, per esempio, con le tute intere, i
caftani o le borse shopping che sembrano dei porta coperta.
   
O nei tessuti: il gobelin per la casa viene ingigantito in
bianco e nero sul cappotto, i velluti da home design diventano
giacche, quelli optical sono usati per gli abiti, il paisley si
trasforma in versione geometrica jacquard sulle maglie o come
un’onda sulle tute di lana o di seta. (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA