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Arrestato il boss mafioso Matteo Messina Denaro

Tempo di lettura: 5 minuti

Ultimo aggiornamento 16 Gennaio, 2023, 11:04:38 di Maurizio Barra

Catturato dai carabinieri del Ros dopo 30 anni di latitanza

Arrestato il boss mafioso Matteo Messina Denaro lapresse

Mafia, identikit di Matteo Messina Denaro

Messina Denaro: boss portato all’aeroporto Boccadifalco

Il boss Matteo Messina Denaro è stato trasferito dalla caserma San Lorenzo ed è diretto all’aeroporto di Boccadifalco per essere portato in una struttura carceraria di massima sicurezza. La stessa cosa accadde al boss Totò Riina, arrestato il 15 gennaio di 30 anni fa.

Il blitz del Ros nella clinica privata (video)

Alle 17:00 la conferenza stampa di pm e Ros

I particolari sull’arresto del boss Matteo Messina Denaro verranno forniti in una conferenza stampa della Procura di Palermo e del Ros dell’Arma nella caserma della Legione dei carabinieri di Palermo.

Messina Denaro ricoverato con il falso nome di “Andrea Bonafede”

Matteo Messina Denaro aveva il nome di Andrea Bonafede, nato il 23 ottobre 1963 e stamattina aveva l’appuntamento per il ciclo di chemioterapia. Lo si è appreso in ambienti sanitari della clinica Maddalena di Palermo dove era in cura per un tumore. Nella scheda di accettazione della clinica è scritto “Prestazioni multiple – infusione di sostanze chemioterapiche per tumore”.

Durante il blitz clinica circondata da decine di carabinieri

Che ci fosse qualcosa di anomalo oggi in clinica i pazienti in fila per entrare l’hanno capito vedendo decine di carabinieri del Ros a volto coperto che presidiavano la struttura. Nessuno, per ore, è potuto entrare. Solo in mattinata si è scoperto che era in corso un blitz per la cattura del boss mafioso.

Cappello, occhiali scuri e ingrassato, così Denaro all’arresto

Cappellino, cappotto di montone da uomo e occhiali da vista scuri. È così che si presentava Matteo Messina Denaro al momento dell’arresto. Lo riporta l’Ansa. L’uomo, visibilmente ingrassato rispetto alle ultime foto conosciute su di lui che risalgono a diversi anni fa, tenuto sotto braccio dai carabinieri ha attraversato a piedi in manette per alcune centinaia di metri il viale della clinica dopo l’arresto arrivando in strada, prima di essere portato via su un mezzo dei carabinieri del Ros.

Il medico della clinica: era in cura da almeno un anno

Matteo Messina Denaro era in cura alla Maddalena da un paio d’anni “o almeno uno”, dice all’agenzia Agi un medico della clinica Maddalena che preferisce restare anonimo, per un tumore in zona addominale. Nella struttura sanitaria era andato per fare un tampone anti Covid, dovendo essere ricoverato in day hospital.

Piantedosi: “Grandissima soddisfazione” per l’arresto

“Grandissima soddisfazione per un risultato storico nella lotta alla mafia”. Così il ministro dell’interno Matteo Piantedosi appena appresa la notizia. “Complimenti – ha aggiunto – alla Procura della Repubblica di Palermo e all’Arma dei Carabinieri che hanno assicurato alla giustizia un pericolosissimo latitante. Una giornata straordinaria per lo Stato e per tutti coloro che da sempre combattono contro le mafie”.

I pazienti della clinica al Ros: “Bravi!”

“Bravi, bravi!”. Urla di incoraggiamento e applausi nei confronti dei carabinieri del Ros, da parte di decine di pazienti e loro familiari, hanno accompagnato l’arresto del superlatitante Matteo Messina Denaro avvenuto questa mattina nella clinica privata “La Maddalena” di Palermo. Il boss sta per essere trasferito dai carabinieri in una caserma.

Bianconi: “Cade l’ultimo stragista” (Intervista)

Cracolici, ora colpire i fiancheggiatori di Messina Denaro

“Matteo Messina Denaro finisce qui la sua storia criminale, adesso la Sicilia è più libera. Congratulazioni ai carabinieri del Ros, alla Procura di Palermo che ha diretto l’operazione ed agli apparati dello Stato che hanno permesso questo straordinario successo. Adesso si colpisca la rete dei fiancheggiatori che lo ha protetto nella sua lunghissima latitanza”. Lo dice Antonello Cracolici presidente della commissione regionale Antimafia dopo l’arresto del boss.

Metsola, il mondo è un po’ più sicuro oggi

“Il mondo è un po’ più sicuro oggi”. Lo ha scritto in un tweet la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, condividendo il tweet del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sull’arresto del boss della mafia, Matteo Messina Denaro.

Denaro trasferito in una località segreta

Dopo il blitz nella clinica a Palermo, l’ormai ex superlatitante Matteo Messina Denaro è stato trasferito in una località segreta. Denaro, a quanto si apprende da fonti investigative, faceva periodicamente controlli in quella struttura, che la scorsa notte durante il blitz del Ros era stata messa in sicurezza con diverse decine di uomini per tutelare tutti gli altri pazienti. Quando è stato arrestato, Messina Denaro non era allettato ma si stava facendo i controlli.

Comandante del Ros: “Non si è opposto all’arresto”

Letta: “La mafia alla fine perde sempre”

“Complimenti alle forze dell’ordine e alla magistratura e a tutti coloro che hanno reso possibile la cattura di Matteo Messina Denaro. La mafia alla fine perde sempre. Un messaggio fondamentale di questo storico 16 gennaio”. È il commento di Enrico Letta.

Meloni: “Una grande vittoria dello Stato”

“Una grande vittoria dello Stato che dimostra di non arrendersi di fronte alla mafia”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commenta la notizia dell’arresto di Matteo Messina Denaro. “All’indomani dell’anniversario dell’arresto di Totò Riina, un altro capo della criminalità organizzata viene assicurato alla giustizia. I miei più vivi ringraziamenti, assieme a quelli di tutto il governo, vanno alle forze di polizia, e in particolare al Ros dei Carabinieri, alla Procura nazionale antimafia e alla Procura di Palermo per la cattura dell’esponente più significativo della criminalità mafiosa. Il governo – prosegue il presidente Meloni – assicura che la lotta alla criminalità mafiosa proseguirà senza tregua, come dimostra il fatto che il primo provvedimento di questo esecutivo – la difesa del carcere ostativo – ha riguardato proprio questa materia”.

Salvini: le istituzioni non mollano, grazie agli uomini dello Stato

“Dopo trent’anni di latitanza è finito in manette il superboss Matteo Messina Denaro. È con profonda emozione che ringrazio le donne e gli uomini dello Stato che non hanno mai mollato, confermando la regola che prima o poi anche i più grandi criminali in fuga vengono braccati e assicurati alla giustizia. È una bella giornata per l’Italia e che serve da ammonimento per i mafiosi: le istituzioni e inostri eroi in divisa non mollano mai”. Lo dice il Vicepremier e Ministro Matteo Salvini commentando l’arresto del superlatitante.

Crosetto: “grazie ai ros e ai magistrati”

“Arrestato Matteo Messina Denaro! Complimenti alle forze dell’ordine, alla magistratura, alle migliaia di persone che ogni giorno, in silenzio, lavorano per difendere la giustizia. Grazie ai ROS ed ai magistrati per il loro lavoro!”. Così su Twitter il ministro della Difesa Guido Crosetto.

L’arresto a 30 anni esatti dalla cattura di Riina

L’arresto di Matteo Messina Denaro è avvenuto a 30 anni esatti da quello di Totò Riina, che fu catturato il 15 gennaio del 1993, sempre a Palermo. Quel giorno si era appena insediato a capo della Procura di Palermo Giancarlo Caselli, e la notizia arrivò proprio mentre il magistrato stava incontrando i giornalisti a Palazzo di giustizia per un saluto.

Messina Denaro era in clinica privata per terapie

Secondo quanto si apprende, Matteo Messina Denaro sarebbe stato arrestato all’interno della clinica privata La Maddalena di Palermo. Il boss mafioso si era recato nella clinica privata dove è stato arrestato “per sottoporsi a terapie”. Lo dice il comandante del Ros dei carabinieri Pasquale Angelosanto dopo l’arresto.

La notizia dell’arresto

Il boss mafioso Matteo Messina Denaro è stato arrestato dai carabinieri del Ros, dopo 30 anni di latitanza. L’inchiesta che ha portato alla cattura del capomafia di Castelvetrano (Tp) è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dal procuratore aggiunto Paolo Guido. È quanto apprende l’Ansa da fonti qualificate.

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