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Trovato a Campobello di Mazara il secondo covo di Messina Denaro: un bunker dietro l'armadio

Tempo di lettura: 5 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Gennaio, 2023, 08:22:11 di Maurizio Barra

La cattura dell’ultimo superlatitante della mafia stragista

Di Matteo: “L’auspicio è che collabori”. Nell’inchiesta sulla rete dei favoreggiatori è indagato un secondo medico

Trovato a Campobello di Mazara il secondo covo di Messina Denaro: un bunker dietro l'armadio LocalTeam

2° covo, perquisito appartamento ispezioni su balcone primo piano

Comandante del Ros: “Chi pensa a trattative segrete ci umilia”

“Chi pensa a trattative segrete o addirittura a una consegna concordata umilia gli investigatori e i magistrati che per anni hanno lavorato giorno e notte per catturare Matteo Messina Denaro”. In un’intervista al Corriere della Sera il comandante del Ros Pasquale Angelosanto spiega: “Soltanto chi non conosce davvero la mafia può pensare a una trattativa segreta”. “Messina Denaro in tutti questi anni ha vissuto lontano dalla sua cerchia stretta di familiari e conoscenti. Noi e la polizia abbiamo arrestato centinaia di fiancheggiatori ma abbiamo sempre avuto la certezza che utilizzassero un’attenzione maniacale negli spostamenti e negli incontri. Inoltre i nostri pedinamenti dovevano essere inevitabilmente larghi proprio per non far scattare l’allarme”. 

“E poi c’è un altro elemento che non deve essere ignorato”, insiste il generale. “Io ho sempre raccomandato di non lasciare nulla di intentato, ma anche di non rischiare. Davvero si può pensare che avremmo concordato la cattura in una clinica dove c’erano decine di malati con il rischio che potesse esserci un conflitto a fuoco o comunque che qualcuno potesse essere messo in pericolo?” chiede Angelosanto. “È finita la ricerca. La vera indagine comincia adesso”.

Oggi l’interrogatorio di garanzia dell’autista del boss

Verrà interrogato questa mattina, a partire dalle 9:30, nel carcere Pagliarelli di Palermo Giovanni Luppino, 59 anni, l’autista del boss Matteo Messina Denaro, arrestato con l’ex latitante. Luppino è un commerciante di olive di Campobello di Mazara (Trapani), il luogo in cui il latitante si nascondeva. È stato proprio Luppino ad accompagnare il boss alla clinica Maddalena per la chemioterapia. L’uomo non è parente del boss omonimo, e sarebbe un volto nuovo per gli inquirenti. Mai coinvolto in passato in operazioni antimafia, fino ad oggi, dovrà spiegare al gip Fabio Pilato i suoi rapporti con il boss Messina Denaro. Giovanni Luppino è accusato di favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravata dal metodo mafioso.

L’oncologo dell’Aquila: Messina Denaro vuole sapere la verità

Luciano Mutti, direttore dell’oncologia del San Salvatore dell’Aquila, l’ospedale che “ha preso in carico” il paziente Messina Denaro Matteo, ha visto il nuovo assistito, due ore di colloquio in una stanza del carcere del capoluogo abruzzese. “Ci siamo stretti la mano come con tutti i malati. Ero assieme con una collega. Alla fine ci ha ringraziati educatamente. È stato come incontrare una persona normale. Noi dobbiamo dimenticare che è un boss mafioso”, spiega Mutti in un’intervista al Corriere della Sera. “Ci ha fatto molte domande, tipiche di chi vuole sapere, conoscere la verità”, sottolinea l’oncologo. “Sa bene da quale malattia è affetto e dei rischi. Ovviamente non posso dire nulla delle sue condizioni di salute. Sono stati già divulgati dettagli che io invece ho appreso direttamente da lui”, precisa ancora Mutti.

Nel secondo covo trovati anche denaro e gioielli (video)

Di Matteo, “L’auspicio è che collabori, lo Stato dimostri di non avere paura”

“Quello che si può auspicare è che Matteo Messina denaro possa collaborare, dire tutto quello che sa. La storia di Cosa nostra ci ha insegnato che queste sono scelte personali e imprevedibili. Se ci fosse una collaborazione seria e effettiva segnerebbe un salto di qualità nella lotta al sistema mafioso”. Così, ospite in una trasmissione tv, il togato del Csm, Nino Di Matteo. “Lo Stato deve mostrare di volerla cercare quella collaborazione – ha ammonito – senza avere paura di fare certe domande e di indagare su cose molto scomode. In Italia ci sono magistrati in grado di gestire collaborazioni delicate, l’importante è che la magistratura, e soprattutto lo Stato, dimostrino di non avere paura”.

Secondo covo di Messina Denaro. La vicina: “Una storia esagerata” (video)

Nel secondo covo di Messina Denaro gioielli e pietre preziose

Gioielli, collane, bracciali e anche pietre preziose di dimensioni consistenti: sarebbero state trovate all’interno del bunker scoperto nel secondo covo utilizzato da Matteo Messina Denaro a Campobello di Mazara, secondo quanto si apprende da fonti qualificate. Gli uomini del Gico della Guardia di Finanza e quelli del Ros dei Carabinieri hanno effettuato la perquisizione che avrebbe portato al ritrovamento. Dovrà essere ora una perizia ad accertare l’autenticità e il valore dei gioielli e delle pietre trovate. Al momento, sottolineano sempre le stesse fonti, non sarebbe invece stato trovato ancora nulla di scritto.

Il boss forse già oggi in video all’udienza del processo di Caltanissetta sulla stragi del ’92

Il boss Matteo Messina Denaro potrebbe partecipare oggi in videoconferenza all’udienza del processo ai mandanti delle stragi di Capaci e via D’Amelio in corso davanti alla Corte d’assise d’appello di Caltanissetta. A quanto si apprende, nel penitenziario di massima sicurezza de L’Aquila è già stata allestita una sala attraverso la quale si svolgerà il collegamento.

Carcere de L’Aquila: da oggi il boss inizia la chemioterapia

Secondo quanto apprende La Presse da fonti penitenziarie, il boss Matteo Messina Denaro, detenuto nel carcere di massima sicurezza de L’Aquila, oggi “inizierà le sedute di chemioterapia”, alle quali non si era potuto sottoporre a causa dell’arresto.

Il carcere di massima sicurezza de L'Aquila dove è detenuto Matteo Messina Denaro gettyimages

Il carcere di massima sicurezza de L’Aquila dove è detenuto Matteo Messina Denaro

Sulla latitanza di Messina Denaro indagato un secondo medico

L’oncologo trapanese Filippo Zerilli è indagato nell’inchiesta sulla rete dei favoreggiatori del boss Matteo Messina Denaro. Avrebbe eseguito l’esame del DNA necessario alle cure chemioterapiche a cui il padrino di Castelvetrano doveva sottoporsi. Il paziente si era presentato al medico con i documenti di Andrea Bonafede, il geometra che gli avrebbe prestato l’identità e che, come Zerilli, è finito ora sotto inchiesta.

Scoperto ieri un secondo covo di Matteo Messina Denaro

Una stanza blindata a cui si accede dal fondo scorrevole di un armadio: è il secondo covo del boss Matteo Messina Denaro scoperto ieri dai carabinieri e dal Gico della Finanza in una casa al primo piano di una palazzina di via Maggiore Toselli 34, a Campobello di Mazara. L’abitazione è di Errico Risalvato, 70 anni, assolto nel 2001 dall’accusa di mafia, ritenuto vicino al capomafia di Castelvetrano.

Prima ora d’aria di Messina Denaro, “si mostra sorridente”

All’interno del penitenziario di massima sicurezza de L’Aquila, Matteo Messina Denaro ha fatto ieri la sua prima ora d’aria, si è organizzato la cella ed è molto attivo, mostrandosi sempre sorridente con il personale che incrocia nel carcere, secondo quanto trapela da indiscrezioni che aggiungono: “Il suo sarebbe un comportamento anomalo rispetto a come si comportano di solito i detenuti al 41 bis”. A quanto si apprende da fonti informate, le sedute di chemioterapia potrebbero essere disposte in massima sicurezza in una struttura all’esterno del carcere.

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