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Ucraina, Tajani: "Il nostro obiettivo è arrivare a una pace giusta"

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Ultimo aggiornamento 20 Gennaio, 2023, 17:55:49 di Maurizio Barra

“L’Italia ha sempre operato per una soluzione diplomatica per raggiungere la pace in Ucraina. Favoriamo tutto ciò che si può fare per la pace. Certamente saranno gli Stati Uniti e la Cina ad avere un ruolo in questi negoziati. Noi faremo di tutto per una pace giusta”. A ribadire la posizione del governo sulla guerra Ucraina è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato da Rainews24. “Arrivare a un cessate il fuoco è molto complesso ma sosteniamo tutte le iniziative, come quelle della Turchia, volte a favorire accordi” tra Mosca e Kiev.

Proprio oggi è in programma un colloquio telefonico con l’omologo ucraino Dmytro Kuleba “per concordare tutte le iniziative necessarie per sostenere il Paese, per difendere la libertà del Paese”, precisa il titolare della Farnesina.

“Nel sostegno all’Ucraina il Parlamento ha approvato la proroga dell’invio di armi all’Ucraina – ricorda Tajani – stiamo lavorando con la Francia al pacchetto di difesa aerea in tempi rapidi. Stiamo lavorando a un sesto pacchetto, che prevede un sistema di difesa antimissile (Samp-T) con parti italiane e francesi. Non siamo guerrafondai ma se l’Ucraina non si difende, rischia di finire nelle mani della Russia. In questo caso le armi sono strumento di difesa per arrivare a una pace giusta”, osserva il ministro. 

Sul fronte economico, circa l’impatto che ha avuto il conflitto in tutta Europa, Tajani spiega: “Il governo sta lavorando per alleviare le sofferenze che la guerra provoca alle famiglie. Adesso siamo riusciti a mettere un tetto al prezzo del gas. La questione energetica è esplosa perché la guerra ha costretto a cambiare fornitore – ha evidenziato il ministro – ma tutta la situazione ha provocato una serie di contraccolpi negativi. Sono ottimista per quanto riguarda il futuro, ci sarà una ripresa a partire dai mesi di aprile e maggio”.

Il caso Regeni

“Per noi bisogna fare luce sul caso di Giulio Regeni e che i colpevoli di quell’orrendo crimine vengano puniti. Le relazioni con l’Egitto non sono uno strumento per cancellare quello che è successo. Stiamo lavorando anche per una soluzione del caso di Patrick Zaki. Continueremo a insistere su questi due casi. Ma continueremo ad avere relazioni diplomatiche con l’Egitto, un Paese così importante per la stabilità dell’intera area. Per quanto riguarda la Libia noi dobbiamo svolgere un ruolo di mediazione. Se risolviamo il problema Libia, risolviamo il problema della migrazione illegale e anche il problema energetico. Questo è il lavoro che stiamo facendo il quell’area”, ha sottolineato Tajani.

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