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Da Kennedy a Andy Warhol, Gianni Agnelli e i grandi del Novecento

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 24 Gennaio, 2023, 15:01:36 di Maurizio Barra

Da Nikita Krusciov, che definì ”un uomo di straordinaria comunicazione, estroverso, immediato” a John Fitzgerald Kennedy, il presidente americano che riteneva di aver ”conosciuto meglio”, con il quale stabilì ”un rapporto personale”, da Henry Kissinger a Tito, da Fidel Castro a Ronald Reagan, da Gheddafi ai Clinton: la galleria di personaggi potenti che Gianni Agnelli ha visto ‘da vicino’ è infinita e racconta la storia del secolo scorso.

Di Krusciov Agnelli ricordava la prontezza nella battuta e amava raccontare questo episodio: un giorno si recò nella capitale sovietica per inaugurare una fiera italiana, in compagnia dell’allora ministro del Commercio estero, il socialdemocratico Luigi Preti. Krusciov rivolgendosi al presidente della Fiat disse: ”A me piacciono i capitalisti e i comunisti. I socialisti non li ho mai potuti sopportare”.

Di John Fitzgerald Kennedy disse: ”Era un uomo nuovo, simpatico, audace, con un seguito in tutto il paese”. A Kennedy, Agnelli annunciò in anteprima l’imminente costruzione da parte della Fiat di una grande fabbrica automobilistica in Unione Sovietica, a Togliattigrad: ”Gli americani erano contentissimi di questa apertura”.

Agnelli raccontava, tra il serio e il faceto, di avere un solo rimpianto: di aver conosciuto quando ormai era troppo anziano l’ex premier inglese Winston Churchill: ”Lo si ascoltava come succede con gli uomini di una certa età, che ogni tanto dicono delle cose eccezionali e poi hanno delle lunghe pause”.

Con l’ex segretario di Stato Henry Kissinger l’amicizia risale al 1970, in occasione della visita del presidente americano Richard Nixon in Italia: si incontrarono al pranzo del Quirinale offerto dal presidente della Repubblica Giovanni Leone. Da allora nacque una solida amicizia, tanto che Kissinger non esitò a definire Agnelli ”il miglior amico che ho al mondo”.

Il Signor Fiat ha avuto ovvia dimestichezza con i palazzi della politica che ha guidato l’Italia nel dopoguerra: ”Ho incontrato e conosciuto bene Fanfani, Moro, Andreotti, come la fila dei cattolici che hanno governato per 40 anni, incessantemente l’Italia”, raccontava in un’intervista allo storico Nicola Caracciolo per Raitre nel 1999. Tra i politici italiani apprezzava particolarmente il leader repubblicano Ugo La Malfa, con Bettino Craxi invece non legò mai.

L’Avvocato conobbe anche i grandi protagonisti della storia comunista italiana e spesso dall’estero ricorrevano proprio ai suoi giudizi per farsi un’idea sui dirigenti di Botteghe Oscure. Di Palmiro Togliatti osservò: ”E’ stato indubbiamente un capo dell’opposizione moderato e ha contribuito alla ricostruzione dell’Italia”.

Il presidente della Fiat si fregiava del reciproco rapporto di stima instaurato con Luciano Lama, lo storico leader della Cgil: ”Era un uomo molto simpatico, molto diretto. Non credo che mi abbia mai detto una bugia. Io di certo non l’ho mai detta a lui”.

Infinita anche la carrellata di volti delle sue blasonate amicizie nel jet-set internazionale. Quella ‘storica’ fu con David Rockfeller, a lungo presidente della Chase Manhattan Bank, il capo della più importante dinastia industriale e finanziaria degli Stati Uniti. Agnelli ha fatto parte dell’International Advisory Council della Chase Manhattan, fin dal giorno della fondazione, nel 1959, proprio per volontà dell’amico David, conosciuto due anni prima durante una vacanza in Italia.

Tra le sue amicizie anche Katherine Graham, prima donna al comando di una importante casa editrice negli Stati Uniti. Fu lo scrittore statunitense Truman Capote, autore del bestseller ”Colazione da Tiffany” e grande ammiratore dello stile dell’Avvocato, a far incontrare Agnelli con la direttrice del “Washington Post” e di “Newsweek”.

Di Gianni Agnelli raccontò in un’intervista: “Ammiro la sua insaziabile curiosità; è come un aspirapolvere della mente, se posso usare questo paragone, vuole sapere tutto. Di lui mi preoccupa solo una cosa: la velocità con cui guida l’automobile. Ha la passione delle macchine, si vede dall’orgoglio con cui parla della Fiat, della Ferrari. E mi fa venire il cuore in gola quando salgo con lui in auto”.

Nel mondo delle arti il presidente della Fiat poteva vantare amicizie tra i nomi più importanti dell’architettura: dall’italiano Renzo Piano al giapponese Kenzo Tange, dall’inglese Norman Foster all’americano Frank O. Gehry. 

La passione di Gianni Agnelli per l’arte (e l’amore per New York di cui frequentava con assiduità i musei e le gallerie) è perfettamente sintetizzata nello straordinario ritratto di Andy Warhol, il genio della Pop Art, conosciuto nel 1972.

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