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Alice Rohrwacher, dedico la nomination all'Oscar alle bambine cattive

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Ultimo aggiornamento 25 Gennaio, 2023, 02:04:37 di Maurizio Barra

 La notizia della nomination all’Oscar è arrivata nello studio di Orvieto dove sta lavorando al montaggio del nuovo atteso film (sarà a Cannes?) La Chimera, “storia di uomini un po’ discoli”, ossia i tombaroli che trafficano i reperti archeologici, con Josh Brolin protagonista, “un film che mi coinvolge molto, più che una storia un’esperienza di vita”. Alice Rohrwacher prova a restare umile: Le Pupille, il cortometraggio di 37 minuti applaudito al festival di Cannes, distribuito su Disney+, prodotto come tutti i suoi film da tempesta di Carlo Cresto Dina con il premio Oscar Alfonso Cuaron e Gabriela Rodriguez di Esperanto Filmoj per Disney, ha appena avuto la candidatura nella categoria Best Live Action Short. E così l’Italia alla Notte degli Oscar del 12 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles ci sarà. Oltre alla regista di Fiesole (tre soli lungometraggi e molti premi tra cui il Grand Prix a Cannes per Le Meraviglie) ha prenotato un posto in platea anche Aldo Signoretti per il make up e hair stylist di Elvis.
    Ispirato ad una lettera che Elsa Morante scrisse il 21 dicembre del 1971 a Goffredo Fofi per augurargli buon Natale, Le Pupille è “una parabola” in cui si racconta cosa avviene in un collegio nell’avvicinarsi del Natale nei pensieri e nei gesti di piccole orfanelle rimaste sole con quattro suore guidate dalla madre superiora Rosalba (Alba Rohrwacher), durante un tempo di carestia e di guerra. Quando una devota elegante innamorata Rosa (Valeria Bruni Tedeschi) porta una zuppa inglese, ecco che si accendono i desideri puri. Le bambine obbedienti non possono muoversi, ma le loro pupille possono ballare la danza scatenata della libertà.
    “Chiesto da Cuaron, pensato come una storia di infanzia, Le pupille sono quelle anatomiche dei nostri occhi ma anche un modo per definire le bambine. Mi piaceva questa idea: tutti all’interno dei nostri occhi abbiamo bambine ribelli. Anche quando il corpo è immobile dentro lo sguardo siamo liberi”. Ed è per questo che a caldo, sull’onda dell’emozione Alice Rohrwacher ha voluto dedicare la candidatura all’Oscar alle “bambine cattive che cattive non sono affatto e che sono in lotta ovunque nel mondo. Auguro che, come nel mio corto Le Pupille, possano rompere la torta e condividerla tra loro. Sono le bambine e le donne in Iran, in Afghanistan ma ovunque, anche in Svezia e in Umbria”, ha aggiunto. Ci sarà il suo cast di bambine ad accompagnarla a Los Angeles? “Non lo so, lo spero. Sarà come andare in gita scolastica, pensare alle merendine e alla pipì mentre la tensione sale a mille”.
    L’annuncio delle nomination è già con polemica perché nella categoria regia tutti i candidati sono uomini. “I registi non si autonominano ma vengono votati, bisogna riflettere sui film fatti e sul sostegno avuto, è difficile dire come sarebbe potuta andare diversamente, ma sono contenta di rappresentare anche le donne e, scusate la banalità, sarebbe bello ci fosse una presenza maggiore e non solo al cinema ma in tanti campi dell’arte e non solo”.
    Le Pupille, con un padrino eccellente come Cuaron, è “uno straziante manifesto di amore per l’Italia”, difficile dire se è stato questo, la suggestione di rimando ad una immagine d’Italia ad aver spianato la strada verso la notte dell’Oscar, “è difficile fare premonizioni”, aggiunge. “Il cinema italiano è in ottima forma, gli autori ce la stanno mettendo tutta, purtroppo ancora non siamo tornati a considerare la sala quel luogo di conoscenza e incontro sul mondo e sull’altro”.
    Emoticon con la sorella Alba e Valeria Bruni Tedeschi entrambe sul set, telefonate con Cuaron, una riunione zoom con Disney per pianificare la campagna per l’Oscar: “l’avventura continua”. (ANSA).
   

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