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Paolo Salom, Un ebreo in camicia nera

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Ultimo aggiornamento 25 Gennaio, 2023, 07:30:56 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 24 GEN – PAOLO SALOM, UN EBREO IN CAMICIA NERA
(Solferino, pp.208, 16 euro). Una vicenda paradossale, ma anche
un appassionante confronto padre-figlio che fa immergere il
lettore nel passato, in una delle pagine più buie del secolo
scorso: si intitola “Un ebreo in camicia nera” il volume di
Paolo Salom, in libreria dal 17 gennaio con Solferino, in
occasione del Giorno della Memoria. Il libro, con la postfazione
di Paolo Di Stefano, accende i riflettori su Marcello Salom,
ebreo sedicenne che decide, in un impeto di ribellione, di
scappare dal rifugio in cui si è nascosto con la famiglia
durante l’occupazione del Paese. Suo padre Galeazzo aveva
commesso un errore; pensava infatti che sarebbe bastato
convertire la famiglia al cattolicesimo per essere salvi. Invece
i Salom come tutti gli ebrei sono costretti a nascondersi. Dopo
aver lasciato il rifugio, per Marcello inizia un’odissea che dal
Veneto lo porta alla volta di Milano e poi a viaggiare verso il
confine con la Svizzera dove spera di espatriare. Prima di
arrivare alla meta, però, viene catturato dai fascisti. Per
salvarsi gioca d’astuzia e fa leva su tutto il suo istinto di
sopravvivenza: il ragazzo infatti finirà per vestire la camicia
nera nelle brigate della Repubblica sociale italiana senza però
mai rivelare la sua vera identità, arrivando con le truppe
fasciste fino al fronte della linea gotica. (ANSA).
   

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