Ultimo aggiornamento 28 Gennaio, 2023, 04:26:17 di Maurizio Barra
(ANSA) – SANTIAGO DEL CILE, 27 GEN – Il tempo del ricordo non
copre lo spazio di un giorno, ma si snoda durante i dodici mesi.
A cinquant’anni dal golpe di Pinochet, il Cile dedica l’intero
2023 alla memoria di quel tragico 11 settembre, quando il Paese
capí il vero significato della libertá perduta. Uno spazio da
cui ripartire per pensare al futuro, immaginando di piantare
nuovi semi affinché la democrazia continui a crescere. Gli
eventi, tra simposi, mostre e concerti, hanno giá preso il via,
e presto entreranno nel vivo.
Tra i progetti piú simbolici, é prevista la rigenerazione
dello spazio verde metropolitano a cerro San Cristobal, nella
capitale che, ripopolato con alberi e piante originarie,
diventerá il Parco della democrazia: un monito, un auspicio, ma
anche una forma di ringraziamento per tutti quei Paesi che, come
l’Italia, furono al fianco dei cileni in quegli interminabili 17
anni.
Ma l’anniversario é anche un tempo per capire e progettare,
in un Paese che continua a fare i conti con i suoi traumi,
scoprendosi irrisolto e diviso, stretto nell’isolamento
geografico tra la cordigliera delle Ande e l’oceano Pacifico.
Sebbene i nipotini di Allende abbiano avuto una rivincita con il
giovane Gabriel Boric salito alla Moneda a 35 anni, il perimetro
di azione non permette sterzate a sinistra.
Ne sono una dimostrazione il fallito tentativo di ribaltare
la Costituzione che risale agli anni della dittatura, e il nuovo
esercizio costituente appena iniziato, che si annuncia
soprattutto una prova di equilibrio e di compromesso. Per dirla
con le parole del giornalista cileno Francisco Covarrubias,
Boric si è scoperto come un musicista pronto a suonare ad un
concerto rock che si è trovato ad eseguire brani di Mozart.
E, se nell’esecutivo la terza carica è ricoperta da
quell’acclamata Camilla Vallejo emblema delle proteste
studentesche contro il governo conservatore di Sebastiano
Pinera, la spinta al cambiamento é frenata dalla preoccupazione
per la stabilità, mentre la luna di miele di Boric con gli
elettori, dieci mesi dopo il suo insediamento, sembra essere giá
arrivata al capolinea.
Secondo gli ultimi sondaggi della Cadem, l’indice di
gradimento del leader si è dimezzato, passando dal 50% del suo
arrivo al 25%. Sul dato pesa un’inflazione schizzata ai livelli
record del 12,8%, mentre la Banca mondiale prevede un calo del
pil dell’1,7% nell’anno in corso.
Ma il quadro é aggravato anche dall’aumento della
criminalità, con un incremento del 43% nel 2022 degli omicidi,
che hanno toccato quota 842, ed il narcotraffico in salita, al
punto da valutare la militarizzazione nel nord del Paese.
In questo contesto al presidente non é stato perdonato
l’indulto ad un ex membro della lotta armata del Fronte
patriottico contro la dittatura, e a dodici manifestanti
condannati per l”estallido social’, le violente proteste del
novembre 2019 che, sull’onda dei Gilet gialli avevano infiammato
le piazze del Paese.
Il cinquantesimo anniversario dal golpe, che vede un nuovo
pool di esperti – il terzo – impegnato nell’indagine sulla morte
di Pablo Neruda, per stabilire se la vera causa sia stata un
avvelenamento o effettivamente un cancro alla prostata come si
disse all’epoca, diventa così l’opportunità per riflettere anche
sulle cause sociali che fanno di questo Paese una pentola in
continua ebollizione.
Uno spazio per il governo di Boric per interpretare lo
scenario complesso in cui il desiderio di ordine si mescola alla
voglia di cambiamento. Per dare risposte secondo nuovi schemi,
dando così seguito all’eredità di Allende. (ANSA).
