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Francia: raffinerie ferme e 200 cortei contro il piano pensioni

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Ultimo aggiornamento 31 Gennaio, 2023, 18:49:49 di Maurizio Barra

Seconda giornata di mobilitazione generale dei francesi contro l’impopolare riforma delle pensioni, che vuole aumentare a 64 anni l’età per lasciare il lavoro, contro gli attuali 62. Mentre la legge è da ieri in Assemblée Nationale, con un dibattito dai toni molto accesi, il sindacato promette di portare in piazza più manifestanti del 19 gennaio, quando – secondo i calcoli – furono fra 1 e 2 milioni in circa 200 città. Gli scioperi colpiscono pesantemente i trasporti pubblici, la scuola, la sanità e molto seguita si annuncia la partecipazione nelle raffinerie e nelle centrali elettriche. L’atmosfera è tesa in aula – dove ieri è arrivata la riforma ed all’esame delle commissioni – e nelle piazze, dopo che la premier Elisabeth Borne ha annunciato nel fine settimana che l’età pensionabile a 64 “non è più negoziabile”.

A Parigi sono attese centinaia di migliaia di manifestanti, questa volta non nel quadrante “storico” della protesta in città (République-Bastille) ma nel quartiere di Montparnasse, da place d’Italie a les Invalides. Il ministero dell’Interno ha annunciato lo schieramento di 11.000 fra gendarmi e poliziotti, un migliaio in più rispetto al 19 gennaio. Partecipazione in aumento rispetto al primo appuntamento contro la riforma delle pensioni del 19 gennaio, secondo il sindacato francese Cgt: in piazza a Parigi, a Montparnasse, sono scesi 500.000 manifestanti, contro i 400.000 della prima volta. Nel corteo, che in testa propone striscioni e cartelli molto polemici con il governo e con la polizia, le solite tensioni fin dall’inizio della manifestazione: incendiati cassonetti della spazzatura e prese di mira filiali di banca e sedi di assicurazioni, molte delle quali sono state saccheggiate lungo il percorso. La polizia, nei momenti di maggior tensione, ha fatto uso di gas lacrimogeni.

 

 

 

Cortei in Francia contro il piano pensioni

 

La nuova mobilitazione rappresenta la lotta del “popolo” francese “dinanzi alla casta e al suo governo”. Il leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, lo sostiene in un messaggio pubblicato su Twitter. “Oggi non è un giorno ordinario – scrive Mélenchon – è il giorno del grande sole del popolo. Difende il suo diritto ad una esistenza umana dinanzi alla casta e al suo governo”. Mélenchon è atteso oggi alla manifestazione di Marsiglia.

 

 

Cortei in Francia contro il piano pensioni

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