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Francia, tredicenne bullizzato si uccide. Incriminati 4 compagni di scuola

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Ultimo aggiornamento 31 Gennaio, 2023, 06:31:13 di Maurizio Barra

Tre settimane fa a Golbey, paesino della Francia orientale, Lucas si uccide perchè non ce la fa più a reggere le prese in giro, le minacce, gli insulti a cui è sottoposto dall’inizio dell’anno scolastico. Si impicca perchè a causa della sua omosessualità è diventato la vittima predestinata: non lo lasciano più vivere.

In Francia, un milione di studenti – su una popolazione scolastica di 12 milioni – subisce il bullismo dei compagni. In ogni classe almeno tre, quattro, finiscono nel mirino del tormento quotidiano, fisico e on line.

Di fronte a tanta violenza, l’Assemblée Nationale, il Parlamento francese, ha definito il bullismo scolastico come un crimine, punibile con una condanna che va da 150mila euro di multa fino a 10 anni di prigione. E’ in base a questa legge che quattro tredicenni, due maschi e due femmine, compagni di scuola di Lucas, sono stati fermati e incriminati. Perchè le loro vessazioni continue hanno portato al suicidio del ragazzino.

A Epinal, tra le strade grigie e silenziose dei Vosgi, parla Séverine, la madre di Lucas – che non vuole vendette, ma giustizia: “Non riesco ad immaginare alcuna pena per un ragazzino di 13 anni, ma voglio che questo lo faccia riflettere, per non ricominciare, perchè si faccia qualcosa, per andare avanti…” Tra le lacrime, Séverine chiede alla scuola di prendersi la propria responsabilità: “Non sono solo loro quattro, ci sono anche altri responsabili – ma questo lo deciderà la giustizia, io voglio solo che mio figlio possa riposare in pace, vorrei che noi fossimo lasciati in pace… e che sia fatta giustizia. Per lui”.
 

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