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"Orgoglioso di essere imputato": Saviano in aula nel processo per diffamazione a Matteo Salvini

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Ultimo aggiornamento 1 Febbraio, 2023, 18:25:38 di Maurizio Barra

“Sono fiero di essere imputato”. Roberto Saviano interviene nella prima udienza (durata pochi minuti) del processo che lo vede coinvolto con l’accusa di diffamazione ai danni di Matteo Salvini dopo alcuni post social pubblicati nel 2018. Il giudice ha aggiornato il processo al prossimo 1° giugno, quando verrà sentito il leader leghista.

Nel corso dell’udienza, Saviano ha rilasciato dichiarazioni spontanee in cui, oltre a sostenere di esser fiero della sua condizione di imputato, ha la possibilità di “testimoniare al Tribunale di non voler permettere a leader di partito e ministri di blindare la possibilità di critica, fosse anche un grido. Oggi mi difendo dal vicepresidente del Consiglio, mentre ho un processo in corso con la presidente del Consiglio e una causa civile intentata contro di me dal ministro della Cultura. Tre ministri – ha aggiunto Saviano – di uno stesso governo portano in tribunale chi osa criticarli”.

Lo scrittore e giornalista napoletano, autore del celebre Gomorra, che in un post definì Salvini come “ministro della mala vita”, parlando del leader del Carroccio ha aggiunto: “Era divenuto intollerabile come si relazionava al Sud Italia, utilizzandolo come bacino di voti facili. Cancellare la scorta, come Salvini invoca da anni, significava cacciarmi dal Paese, esattamente come auspicato da migliaia di loro simpatizzanti dopo le elezioni che hanno visto nascere quest’ultimo governo”.

Il difensore di Saviano, l’avvocato Antonio Nobile, ha depositato la lista testi, tra quali compaiono il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il fondatore e presidente di Open Arms, Oscar Camps, e il segretario generale della Federazione europea dei giornalisti, Ricardo Gutierrez. Piantedosi è citato dalla difesa in relazione alle “iniziative volte a verificare il regime di protezione al quale Saviano è sottoposto dall’ottobre 2007”. Sulla lista testi, il giudice si è riservato di decidere.

L’occasione dell’udienza relativa al processo che lo vede imputato è anche l’occasione, per Saviano, di dire la sua in merito al dibattito di questi giorni sul regime carcerario duro per i mafiosi e per Alfredo Cospito, l’anarchico trasferito nel carcere di Opera, in sciopero della fame da oltre 100 giorni: “Le rivelazioni fatte in aula da Donzelli, se vere, dimostrano che le organizzazioni criminali cercano di approfittarsi e di sfruttare una scelta sbagliata delle istituzioni, cioè il 41 bis dato ad Alfredo Cospito. In questo senso, ciò che ha detto il parlamentare Giovanni Donzelli, al di là del fatto che non avrebbe dovuto dirlo, è stato utile perché conferma che la criminalità organizzata cerca di manipolare a proprio vantaggio una scelta sbagliata” ha detto Saviano, parlando a margine dell’udienza.

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