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Navalny: mi mettono in cella di punizione per sei mesi, lì non è possibile ricevere visite

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Ultimo aggiornamento 2 Febbraio, 2023, 22:39:30 di Maurizio Barra

Il dissidente russo Aleksei Navalny ha reso noto che le autorità carcerarie lo hanno trasferito dalla cella di isolamento, dove ha trascorso più di 100 giorni dal suo ingresso nella colonia penale nella regione di Vladimir, a un’altra sezione del carcere, la cosiddetta “Pkt”. Si tratta di un altro spazio punitivo, dove i detenuti sono privati dei loro “privilegi” come ricevere visite. Il tempo massimo che un detenuto può trascorrere in questa sezione della colonia penale sono sei mesi.

Una mossa che il suo avvocato, stando a quanto riporta il Moscow Times, ha descritto come “parte degli sforzi del Cremlino per danneggiare ulteriormente la sua salute”. Il difensore del dissidente, Vadim Kobzev, ha già denunciato precedentemente il deterioramento delle sue condizioni fisiche, dopo che ha perso sette chili. Navalny ha anche lancinanti dolori addominali. Anche se non può prendere antibiotici, era stato messo nella stessa cella di un detenuto malato. Una volta contagiato gli sono state somministrati antibiotici in dosi da cavallo.

Sul profilo Instagram del principale oppositore di Putin viene riportato che negli ultimi otto mesi gli è stata negata la possibilità di visitare la sua famiglia e il trasferimento in isolamento significa che non vedrà sua moglie e i suoi figli per un altro semestre. 

“Sono otto mesi che non ricevo visite e ieri mi hanno informato che sarei stato trasferito in un altro raggio per sei mesi. Nessuna visita vi è consentita, quindi in tutto passerò più di un anno senza visite. I maniaci e i serial killer condannati all’ergastolo hanno il diritto a ricevere visite, io no”, ha scritto Navalny.

“Anche i maniaci e i serial killer che scontano l’ergastolo hanno il diritto di incontrarsi, ma io no”, si legge sui social, “quando ti succede una cosa del genere, capisci ancora di più quanto sia importante combattere questo governo senza scrupoli, quanto sia importante fare almeno qualcosa per liberare la Russia dal giogo di questi furfanti ed eliminare la droga con cui hanno avvolto le teste di milioni di persone”.

Navalny denuncia di aver trascorso in una cella di isolamento del tipo “shizo” gran parte degli ultimi cinque mesi a causa di continui provvedimenti inflittigli per motivi pretestuosi e considerati un sopruso delle autorità. Già a settembre, Amnesty International scriveva che “la salute e il benessere” di Navalny “sono a grave rischio, e questo equivale ad un trattamento crudele, disumano o degradante”.

Navalny è stato rinchiuso in carcere nel gennaio del 2021, non appena ha rimesso piede a mosca da Berlino, dove era stato curato per un avvelenamento che aveva fatto temere a lungo per la sua vita e per il quale si sospetta l’Intelligence russa.

“In tutto passerò più di un anno senza visite. I maniaci e i serial killer condannati all’ergastolo hanno il diritto a ricevere visite, io no”

Aleksei Navalny, dissidente russo

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