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Diritti tv. La Serie A alla prova del nuovo bando, tra banche e piattaforme

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Ultimo aggiornamento 4 Febbraio, 2023, 21:10:31 di Maurizio Barra

Per l’Amministratore Delegato della Serie A, Luigi De Siervo, è il bando diritti tv “più difficile della storia. Non possiamo fare peggio del passato bando, sia in Italia e soprattutto all’estero. Nuovi diritti tv con più bandi in parallelo per scegliere“. Obiettivi primari aumentare la qualità dell’offerta per i tifosi e gli incassi.

La Serie A deve decidere del proprio futuro ben consapevole che il mercato è in flessione, il campionato perde appeal ogni giorno, gravato da processi e da inchieste, problemi con la visione delle partite attraverso la piattaforma Dazn. I principali ostacoli da battere sono la Premier che ingloba nuovi interessi e la Champions che assorbirà una buona fetta di mercato: si parla di miliardi, tra diritti commerciali e di immagine.

Ed è principalmente questo il motivo che quest’anno si è deciso di giocare d’anticipo, cercando di ottenere proposte finanziarie differenziate, partnership con istituti finanziari internazionali, nascita di un canale della Lega, e infine l’invito rivolto ai player del mercato. Grazie anche alla possibilità previste dalla legge di vendere le immagini per cinque anni, sono già arrivate sette manifestazioni d’interesse da parte delle banche e, inoltre, una nuova piattaforma si è candidata per ospitare le partite della Serie A, in grado di garantire massima diffusione e qualità delle partite, come richiesto dall’Agcom. La piattaforma satellitare italiana potrebbe ospitare un’offerta a pagamento e, secondo il presidente di Tivùsat, Alberto Sigismondi: “Sarebbe un perfetto veicolo per gli editori che vogliono raggiungere, anche col 4K, ogni angolo del Paese”.

In una intervista, andata in onda su Rai Gr Parlamento, Luigi De Siervo è intervenuto commentando la situazione: “Il calcio italiano già in passato aveva sollevato l’interesse di fondi e istituti finanziari. In questo momento, dopo una riflessione interna, si è ritenuto di potersi riaprire al confronto. Allo stato attuale sono arrivate sette dichiarazioni d’interesse e nell’arco delle prossime due settimane con il Presidente Casini faremo degli incontri per poter relazionare nell’Assemblea del 24 febbraio alle squadre e far comprendere quali sono i modelli che sono sottoposti. Successivamente si aprirà un dibattito in Assemblea e le squadre decideranno se e in quale direzione procedere, il nostro ruolo è quello di analizzare il mercato e mettere i Club davanti a più opzioni possibili”.

Riguardo la vendita dei diritti tv per il prossimo quinquennio: Ho parlato del prossimo bando come del più difficile perché se si analizzano i dati in tutti i mercati europei più importanti c`è una stagnazione per quanto riguarda la valorizzazione dei diritti. La Champions League sta crescendo di valore e dovremo scontrarci con il nuovo format della competizione, che prevede più partite. Oggettivamente è più difficile anche per questo motivo. Poi ci tengo sempre a ribadire che nel nostro Paese abbiamo a che fare con delle tare molto gravi, prima tra tutte la pirateria. L’altro aspetto è che tutti i soggetti che hanno dominato il mercato negli ultimi anni, come Mediaset e Sky, hanno progressivamente diminuito il loro impegno nel calcio. Il contesto competitivo è ridotto, in più le Telco in Italia non hanno mai partecipato in maniera diretta all`asta dei diritti. Questa volta, però, siamo partiti con largo anticipo e potremo costruire più bandi in parallelo che ci consentiranno poi di scegliere nel modo migliore. Dobbiamo fare meglio, sia in Italia e soprattutto all’estero, dove fino a 20 anni eravamo i leader indiscussi, ma non abbiamo investito sulla internazionalizzazione. Non sarà facile recuperare il tempo perduto”.

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