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Cure dentali, un lusso riservato agli anziani benestanti

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Febbraio, 2023, 18:43:14 di Maurizio Barra

In Italia il 90% degli over 60 non si lava i denti ogni volta che mangia e spende meno di 10 euro al mese per la propria igiene orale.

Il 49% di loro va dal dentista al massimo 3 volte l’anno, il 35% ci va solo quando è assolutamente necessario: dati preoccupanti in una realtà italiana in cui, solo per le cure odontoiatriche, vengono spesi circa 19 miliardi di euro l’anno.

È quanto emerge dallo II Rapporto su Senior e Odontoiatria redatto da Senior Italia FederAnziani, condotto dal suo Centro Studi e presentato al Ministero della Salute con l’obiettivo della costruzione, nel più breve tempo possibile, di un piano strategico per l’odontoiatria sociale.

“Il 95% delle cure viene erogato in regime di solvenza in quanto non coperto dal sistema sanitario nazionale. L’odontoiatria non deve essere un lusso per pochi anziani benestanti ma un’assistenza garantita a tutti gli over 65”, ha affermato Roberto Messina, Presidente di Senior Italia Federanziani.

“Il valore delle pensioni medie secondo Inps è di 13.753 euro per un valore mensile di 1.146,08 euro. Nella realtà  i rincari e gli aumenti generalizzati dei prezzi degli ultimi anni hanno depauperato le famiglie per ben 2.369 euro  portando così la disponibilità di una pensione annua a 11.384, circa 948  mensili. Secondo dati ISTAT la spesa per i consumi in sanità dei pensionati è del 6,1% pari a 57 euro al mese totali e – ha continuato Messina – quindi non potendo fare a meno dell’acquisto di farmaci o visite specialistiche soltanto, chi ha una pensione più alta della media può accedere a odontoiatria privata a pagamento”

Ne scaturisce una realtà in cui solo il 19% degli over 65 è in grado di sostenere i costi per una protesi dentale fissa mentre appena il 34% riesce a comprare quella mobile.

Per la protesi il 60% degli over 65 spende mediamente circa 2.000 euro: l’82% si rivolge a uno studio privato, mentre meno di uno su dieci si reca per le cure in una struttura pubblica. Il 6% utilizza i servizi di uno studio privato convenzionato, mentre solo l’1% ricorre a un centro odontoiatrico in franchising. Complessivamente il dentista costa per quasi il 50% degli over 60 meno di 300 euro l’anno.

Per la manutenzione il 43% di loro ricorre agli adesivi per bloccarle e il 49% utilizza le pastiglie per pulirle.

Per quanto riguarda le abitudini di igiene orale quotidiana dal rapporto emerge che l’83% dei senior utilizza lo spazzolino da denti classico (manuale) e solo il 30% sceglie lo spazzolino in base al consiglio del dentista. Il 41% del campione sostituisce lo spazzolino ogni 2 mesi, il 27% ogni 3 mesi, il 12% ogni 6 mesi. 
Per quanto riguarda gli altri prodotti per l’igiene orale il 35% del campione usa spesso un collutorio, mentre più della metà (il 53%) non ricorre allo scovolino. 
Il 62% dei senior acquista l’occorrente per l’igiene orale al supermercato, mentre solo il 19% in farmacia. 
Mensilmente per i prodotti dell’igiene orale il 48% degli over 60 spende meno di 10 euro e un altro 45% di loro spende tra i 10 e i 30 euro.

In conclusione, “un programma di odontoiatria sociale deve prevedere campagne sia di prevenzione che terapeutiche che consentano l’accesso alle cure anche alle fasce deboli della popolazione” – prosegue il presidente Messina – “Grazie all’applicazione delle nuove tecnologie digitali e utilizzando professionisti si arriverebbe a un notevole abbattimento dei costi per quanto riguarda gli operatori, i materiali e la realizzazione di manufatti protesici, che avverrebbe attraverso innovativi protocolli e una diminuzione dei costi di laboratorio odontotecnico. Di conseguenza, le strutture coinvolte in tale iniziativa sociale sarebbero messe in condizione di proporre prestazioni odontoiatriche a prezzi calmierati, accessibili a gran parte della popolazione oppure, in alcune particolari situazioni, programmi pilota con costi addirittura azzerati. Quanto sopra descritto potrebbe anche essere inserito nel nuovo progetto delle Case della Salute”.

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