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Ultimo aggiornamento 10 Febbraio, 2023, 00:28:19 di Maurizio Barra
Fotografo da quarant’anni, quindici dei quali all’Afp, Adem Altan stava scattando davanti a un edificio crollato a Kahramanmaras, epicentro turco del terremoto che ha ucciso più di 20.000 persone tra Turchia e Siria, quando ha visto un uomo seduto tra le macerie. Nessuna squadra di soccorso era ancora arrivata sul posto martedì, il giorno dopo il disastro, e gli abitanti stavano cercando di liberare loro stessi le rovine, per salvare i loro cari. A circa 60 metri dal fotografo, l’uomo, con una giacca arancione addosso, è rimasto immobile tra i resti, incurante della pioggia e del freddo. Stringeva una mano nella sua, che spuntava tra le macerie. Così Adem ha iniziato a scattare l’immagine che poi ha fatto il giro del mondo, diventata simbolo della tragedia: un padre che tiene per mano la figlia morta, come a non volerla lasciare sola. Come se stringendola, riuscisse a non farla andare via veramente, strappata alla vita dalla terra che ha tremato. Mentre Adem scattava, l’uomo lo seguiva con lo sguardo. “Fai delle foto a mia figlia”, ha sussurrato in direzione del fotoreporter, la voce rotta e tremante. Solo per un attimo, ha lasciato la mano per mostrare al fotografo il luogo dove giaceva sua figlia di 15 anni, prima di riprenderla immediatamente. “Ero così commosso in quel momento. Avevo le lacrime agli occhi. Continuavo a dire a me stesso, ‘Mio Dio, questo è un dolore insopportabile'”, ha raccontato il fotografo. Adem gli ha poi chiesto il suo nome e quello della sua bambina. “Mia figlia, Irmak”, ha risposto il padre, Mesut Hancer. “Parlava con difficoltà, a voce molto bassa”, ha raccontato ancora il fotoreporter. “Era difficile fargli altre domande poiché i residenti intorno a lui chiedevano alle persone di rimanere in silenzio, in modo che potessero sentire le voci dei possibili sopravvissuti intrappolati sotto le macerie”. In quel momento, Adem ha subito pensato che quell’immagine potesse riassumere tutto il dolore delle vittime del terremoto, senza tuttavia immaginare l’impatto che avrebbe avuto: ripresa dalla stampa di tutto il mondo, diventata virale sui social network, condivisa centinaia di migliaia di volte da internauti sconvolti. Adem ha ricevuto migliaia di messaggi, per esprimere solidarietà e la loro commozione di fronte al dolore di questo padre, orfano della figlia. “Penso che sia una foto che rimarrà impressa nella mia memoria. Molti mi hanno detto che non dimenticheranno mai questa immagine”. Nemmeno lui.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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