Ultimo aggiornamento 15 Febbraio, 2023, 00:25:58 di Maurizio Barra
Torna anche quest’anno la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, indetta dall’Unesco per l’11 febbraio: un evento che riconosce il ruolo fondamentale che le donne svolgono nelle discipline tecnico-scientifiche, le cosiddette discipline Stem, a dispetto dei tanti stereotipi che caratterizzano ancora la partecipazione femminile in questi ambiti. Secondo l’ultimo rapporto Unesco del 2021, infatti, solo il 33% dei ricercatori sono donne, nonostante rappresentino il 45% delle laureate e il 55% degli studenti di Master.
Cifre in crescita rispetto agli anni precedenti, ma che non sono ancora sufficienti a colmare il divario di genere: “Non basta aumentare i numeri di partenza, perché il divario si allarga moltissimo man mano che si sale di livello”, dice all’ANSA Lucia Votano, la prima donna a dirigere i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). “Dobbiamo renderci conto che non si tratta solo di una rivendicazione femminile – aggiunge Votano – ma di una problema che riguarda l’intera società: parliamo delle discipline che garantiranno la crescita economica del Paese, è come se un atleta cercasse di partecipare ad una gara con una gamba più corta dell’altra”.
La ricercatrice sottolinea, in particolare, il ruolo fondamentale che riveste la scuola, fin dalla materna, nel saper offrire a tutti la possibilità di accedere alle stesse opportunità: “Non bisogna solo puntare a premiare il merito, ma soprattutto a permettere a ciascuno di esprimere al meglio le proprie potenzialità, che possono essere anche molto diverse da individuo a individuo. E andrebbe anche fatta una revisione seria dei metodi di insegnamento delle materie scientifiche”, prosegue Lucia Votano. “Ad esempio, materie come matematica e fisica non vengono mai affrontate da un punto di vista storico, cosa che invece aiuterebbe a creare maggiori connessioni con le altre materie”.
In un video la voce di 20 ricercatrici
a voce della scienza al femminile, nei messaggi di venti ricercatrici raccolti dal ministero per l’Università e la ricerca in collaborazione con i principali enti e centri di ricerca italiani, in occasione della Giornata Iinternazionale per le donne e le ragazze della scienza che si celebra oggi: “La scienza è un modo per conoscere le cose, per vincere le proprie paure”, “Mi affascina scrutare materiali nel profondo”, “Ho studiato fisica per capire il mondo e la racconto per provare a migliorarlo”, sono alcuni dei messaggi, accanto a: “La scienza descrive un mondo senza confini e mi piace l’idea di continuare a stupirmi proprio come facevo da bambina”, “Credo nella ricerca”. “Contribuiamo al progresso!”.
Superare gli stereotipi di genere, incoraggiare le studentesse a seguire le proprie passioni, promuovere la #formazione e le carriere scientifiche. Sono loro, le nostre ste(a)m#WomenInScienceDay #stem pic.twitter.com/4ViE1qthyR
— Ministero dell’Università e della Ricerca (@mur_gov_) February 11, 2023
Sono immagini positive, indirizzati soprattutto alle più giovani incoraggiarle a studiare le scienze e a intraprendere la carriera scientifica. I 20 messaggi sono stati raccolti in un video dal ministero della Ricerca, incollaborazione con gli enti di ricerca Area Science Park; Agenzia spaziale italiana (Asi); Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr); Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea); Istituto nazionale di astrofisica (Inat); Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (Indire); Istituto nazionale di ricerca metrologica (Inrim); Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN); Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv); Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs).
Le 20 ricercatrici hanno voluto dare un incoraggiamento a tutte le giovani donne perché seguano le proprie passioni e inclinazioni. Un momento di riflessione personale che è anche uno stimolo per l’intera comunità nel perseguire obiettivi di parità di genere in termini di opportunità educative, di formazione e di carriere scientifiche.
