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Confesercenti: nel 2022 crollo delle nuove imprese -20,3%

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Ultimo aggiornamento 12 Febbraio, 2023, 02:41:00 di Maurizio Barra

ANSA Lavoro – ROMA, 11 FEB – Creare un’impresa nel commercio
al dettaglio è un progetto sempre più difficile da realizzare.
   
Nel 2022 sono state aperte solo 22.608 nuove attività, il 20,3%
in meno del 2021. Un numero del tutto insufficiente a compensare
le oltre 43mila imprese che hanno abbassato per sempre la
saracinesca, e che fa chiudere l’anno con un bilancio negativo
per oltre 20mila unità, per una media di oltre due negozi
spariti ogni ora. È quanto emerge dalle elaborazioni condotte da
Confesercenti sui dati resi disponibili dalle fonti camerali.
   
“La ripartenza post-pandemia non è riuscita a infondere nuovo
slancio alle piccole imprese del commercio al dettaglio. Aprire
una nuova attività di commercio di vicinato, in un mercato
dominato da grandi gruppi e giganti dell’online, è sempre più
difficile: ed i neoimprenditori, semplicemente, rinunciano,”,
spiega Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti. Mentre
il numero di chiusure è in linea con quello rilevato negli anni
pre-pandemia, il dato delle aperture del 2022 è il più basso
degli ultimi dieci anni, inferiore del 47,9% non solo al valore
del 2012 – quando, nonostante la crisi, avevano aperto oltre
43mila attività del commercio – ma anche rispetto al 2020, anno
del Covid e del lockdown, che comunque aveva registrato l’arrivo
sul mercato di oltre 25mila imprese del commercio; nel 2019, le
aperture erano state 29mila. Il calo delle nuove aperture è
rilevante soprattutto in Sardegna (-33,2% rispetto al 2021),
Piemonte (-29,3%) e Umbria (-27,3%). (ANSA).
   

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