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Cospito in ospedale su decisione del ministero della Giustizia. E spunta l'ipotesi: via dal 41 bis

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Ultimo aggiornamento 12 Febbraio, 2023, 14:40:57 di Maurizio Barra

Sono stati tutti denunciati per vari reati relativi all’ordine pubblico gli undici anarchici che ieri, a Milano, sono stati portati in Questura dopo gli scontri del pomeriggio durante il corteo in solidarietà ad Alfredo Cospito, detenuto al 41 bis in sciopero della fame e proprio ieri trasferito in ospedale per precauzione. Durante gli scontri sei poliziotti sono rimasti feriti, di cui uno “a una gamba, per ustioni dovute a una bomba carta”. Gli altri sono stati portati all’ospedale Niguarda per essere soccorsi. Il tutto nell’ambito di quello che il sindacato di Polizia Fsp Polizia definisce “terrorismo di piazza”.

Mentre in strada i collettivi di anarchici si scontravano con le forze dell’ordine, Cospito varcava le porte dell’ospedale San Paolo, dopo essere stato visitato dal medico di parte, Andrea Crosignani, che ha lanciato l’allarme: il detenuto rischia un “edema cerebrale e aritmie cardiache potenzialmente fatali”, scrive nel suo rapporto. E poi aggiunge: “Pesa 71 chili ma è determinato ad andare avanti con la protesta. Ho preso visione della cartella clinica, la situazione da un punto di vista fisico è di importante debilitazione ma è presente a se stesso, lucido e determinato”.

La relazione del medico di parte, una volta letta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha indotto il Guardasigilli a disporre il trasferimento dell’anarchico nel reparto di medicina penitenziaria del San Paolo. “La salute di ogni detenuto – spiega il Ministero della Giustizia in una nota – costituisce priorità assoluta”: da qui la decisione di assicurarlo ad una struttura sanitaria che monitori il suo già precario stato di salute.

Ma la decisione di ieri non resterebbe senza conseguenze, in vista dell’udienza del prossimo 24 febbraio in Cassazione, chiamata a decidere su un’eventuale revoca del regime di carcere duro a cui Cospito è sottoposto. Come infatti scrive il quotidiano La Repubblica, il sostituto procuratore generale della Suprema Corte, Piero Gaeta, propenderebbe per una revoca del 41 bis. Il giornale lascia intendere che l’ipotesi deriverebbe da una fonte certa e diretta, quindi al momento non ci sarebbero ulteriori elementi per circostanziare meglio la faccenda. Ma è sicuramente il ricovero in ospedale di ieri sera a prospettare scenari “diversi” sullo stato di carcerazione dell’anarchico in sciopero della fame. Sul quale, il ministro della Giustizia ha dichiarato che usa il suo corpo “come un’arma”.

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