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Berlusconi: da premier non sarei andato da Zelensky. Palazzo Chigi: "Sostegno Italia a Kiev è saldo"

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 13 Febbraio, 2023, 04:57:32 di Maurizio Barra

“A parlare con Zelensky? Se fossi stato il presidente del Consiglio non ci sarei mai andato perché stiamo assistendo alla devastazione del suo paese e alla strage dei suoi soldati e dei suoi civili. Bastava che cessasse di attaccare le due repubbliche autonome del Donbass e questo non sarebbe accaduto, quindi giudico, molto, molto negativamente il comportamento di questo signore”. Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, torna ad esprimere il suo pensiero su Zelensky mentre parla con i cronisti all’uscita del seggio, dopo aver votato a Milano per le Regionali. 

A pochi giorni dall’incontro tra la premier Meloni e il presidente ucraino Zelensky a Bruxelles, il Cavaliere dice la sua. E suggerisce: nel conflitto russo-ucraino “per arrivare alla pace penserei che il presidente americano dovrebbe prendersi Zelensky e dirgli che è a sua disposizione dopo la fine della guerra con un piano Marshall per ricostruire l’Ucraina. Un piano Marshall dai 6 ai 9mila miliardi di dollari, a una condizione: che tu (Zelensky, ndr) domani ordini il cessate il fuoco, anche perché noi da domani non vi daremo più dollari e non ti daremo più armi. Soltanto una cosa del genere potrebbe convincere questo signore ad arrivare a un cessate il fuoco”. 

La linea di Palazzo Chigi: sostegno saldo e convinto a Kiev

In serata Palazzo Chigi ribadisce la linea più volte sottolineata dalla premier Meloni. “Il sostegno all’Ucraina da parte del Governo italiano è saldo e convinto, come chiaramente previsto nel programma e come confermato in tutti i voti parlamentari della maggioranza che sostiene l’Esecutivo”, sottolineano fonti vicine al governo. Infine, una nota di Forza Italia precisa: “Il sostegno del presidente Berlusconi in favore dell’Ucraina non è mai stato in dubbio. Ha solo espresso la sua preoccupazione per evitare la prosecuzione di un massacro e una conseguente grave escalation della guerra, senza venire mai meno all’adesione di Forza Italia alla maggioranza di governo, alla posizione della Nato, a quella dell’Europa e degli Stati Uniti”. Dal partito aggiungono: “Il presidente Berlusconi non ha mai nominato Putin, dal quale ha più volte sottolineato di essere rimasto deluso, ha solo spiegato che nessuno è esente da responsabilità. A dimostrazione di come egli sia preoccupato e desideri un ritorno alla pace che interrompa questa spirale di violenza e di morti, ha auspicato un gigantesco piano Marshall in favore dell’Ucraina e del suo popolo”. 

Interviene anche il ministro degli Esteri e Coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, che con un tweet dice: “Forza Italia è da sempre schierata a favore dell’indipendenza dell’Ucraina, dalla parte dell’Europa, della Nato e dell’Occidente. In tutte le sedi continueremo a votare con i nostri alleati di governo rispettando il nostro programma”.

Opposizione all’attacco

Le parole dell’ex premier accendono, naturalmente, lo scontro politico. “Le dichiarazioni pro-Putin e anti-Zelensky di Berlusconi sono motivo di clamorosa contraddizione dentro la maggioranza su un tema fondamentale come l’aiuto all’Ucraina. Sono posizioni che isolano l’Italia e indeboliscono il fronte occidentale, la premier non ha nulla da dire?” chiede il senatore Pd, Enrico Borghi. Gli fa eco la presidente dei senatori democratici, Simona Malpezzi: “Giorgia Meloni è d’accordo con le parole inquietanti pronunciate da Berlusconi sulla guerra in Ucraina? Oggi di fatto si è schierato ufficialmente con la Russia di Putin. Con questi alleati di governo la premier non si lamenti di come viene trattata in Ue”. Netto anche il leader del Terzo Polo, Carlo Calenda: “Berlusconi ricomincia con i suoi vaneggiamenti putiniani, in totale contrasto con Ue, il Governo di cui fa parte e il ministro degli Esteri che è anche espressione del suo partito. Pessimo”. Per la deputata di Azione-Italia Viva, Elena Bonetti, “Berlusconi conferma che questo governo non ha credibilità in politica estera. Poi Meloni dà la colpa a Macron del nostro isolamento internazionale. Che pena e che vergogna”.

Il commento di Mosca: la guerra è colpa dell’Occidente

La discussione scavalca i confini nazionali e arriva in Russia: “Non spetta a me giudicare e dare i voti a Berlusconi, queste sono cose che riguardano gli italiani. Mi limito ai fatti, e i fatti dicono che per otto anni, dal 2014, la Russia ha insistito perché fossero applicati gli accordi di Minsk per la pace in Ucraina. Ma questo non era quello che l’Occidente aveva in mente”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando le dichiarazioni di Silvio Berlusconi.

“La questione – ha detto Zakharova – non riguarda l’opinione dei politici italiani, ma quelli che sono i fatti. E i fatti dicono che per molti anni l’Occidente, in particolare gli Usa, hanno interferito in Ucraina per i loro interessi, non per l’interesse del popolo ucraino. Questo ha creato un’enorme crisi che è precipitata a partire dal 2014, con il secondo movimento di Maidan”. 

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