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Ultimo aggiornamento 13 Febbraio, 2023, 15:12:11 di Maurizio Barra
DAMON GALGUT, ”IL BUON DOTTORE” (E/O, pp. 250 – 18,00 euro – Traduzione di Valeria Raimondi) – Al centro dei bei romanzi di Damon Galgut, vincitore due anni fa del Booker Prize con ”La promessa” (sempre edito da E/O) c’è la complessa, spesso sconcertante realtà del Sudafrica, che dopo la stagione e le speranze nate con Nelson Mandela, vive il suo post aparthaid in modo difficile, perché quel che è stato non si cancella e ha lasciato segni strutturali che ci vorrà molto tempo per superare. Un Sudafrica comunque quasi indefinito, che potrebbe volendo essere tanti altri luoghi della storia recente, in cui ”il passato è appena accaduto. Non è ancora passato”. Le esistenze, il destino e le scelte individuali dei protagonisti di questo romanzo, che è del 2003, con i loro caratteri e sentimenti spesso contrastanti, fanno da cartina di tornasole per capire in che mondo vivano, quale società hanno attorno, quanto sfaccettata, divisa tra centro e periferie delle ex homeland (aree sottosviluppate lasciate all’autodeterminazione delle popolazioni nere). E’ lì che figure come quella dell’ex dittatore del luogo, il Generale, sembrano fantasmi del passato e invece rivelano poi il peso della loro presenza e quella della povera Maria mostrano un desiderio di libertà difficile e pericoloso da vivere, essendo ancora prigioniere di realtà trascorse. Per Galgut il colore della pelle dei suoi personaggi non è il vero problema, tanto che si fa fatica e ci vuole del tempo prima di capire quale sia quello di ognuno. Protagonista è comunque il dottor Frank Eloff che, dopo la separazione da Karen, ha scelto di lavorare in un ospedale sperduto nel nulla, ospedale di primo intervento che, privo come è di personale e dell’essenziale, è costretto poi a mandare i pazienti in un altro più importante ospedale. Vive la sua vita semplice, elementare sereno nell’eterna attesa di diventare direttore di quel luogo, visto che Ngema, la direttrice attuale, dice che sta per essere promossa e trasferita altrove, così si barcamena tra le sue proclamazioni di ”essere favorevole al cambiamento e all’innovazione” e il cercar di far sì che nulla cambi e possa creare problemi. Il fatto è che anche in quell’angolo sperduto del bushveld, l’altipiano al confine con Zimbabwe e Botswana, accade qualcosa e il dottore sarà costretto a fare i conti con se stesso e le proprie scelte di vita. E la narrazione, grazie alla forza e lo stile del racconto di Galgut, diventa una sorta di romanzo d’avventure, tra psicologie individuali, incontri occasionali, aspetti inquietanti e misteriosi tutti da indagare, dal sapere se il Generale è ancora vivo, allo scoprire perché Maria, che diviene l’amante del dottor Eloff, viva però nella paura e accetti dopo un po’ di farsi pagare come una prostituta, di chi sia una certa auto bianca, sino a capire chi siano quei militari arrivati per riportare tutto sotto il controllo del potere centrale e soprattutto chi sia il loro capo, che pare proprio il colonnello Molle. Quel Moller senza scrupoli che quando, Eloff giovane fu costretto al servizio militare, lo coinvolse in una orrenda storia di violenza e sevizie cui allora non seppe ribellarsi e che era riuscito a seppellire nel fondo del porprio cuore. Poi c’è il giovane dottore neolaureato Laurence Waters, che ha scelto di iniziare da quell’ospedale per mettersi alla prova dove l’impegno è più duro e più c’è da fare per aiutare la gente. Ottimista e pieno di buona volontà, è il contrario di Eloff che pure che pure cerca di coinvolge nei suoi programmi di aprire ambulatori nei villaggi più sperduti, anche per far sapere che esiste l’ospedale cui possono rivolgersi, e assieme lo accusa di non far parte del suo paese: quello che, ”ricominciando, stiamo ricostruendo dalle fondamenta”. Tutto questo naturalmente è la struttura del racconto, affascinante e che vive di mille particolari, che trova la propria verità nel quotidiano, nelle debolezze , ingenuità, modi d’essere dei vari personaggi, compresi quelli minori, come il guardiano Theogo, promosso infermiere dell’ospedale. Illusioni, sogni, bisogno di essere accettati, voglia di ribellione, che coinvolgono i personaggi e con loro il lettore pur nell’amarezza di fondo che lascia poco spazio alla speranza. (ANSA).
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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