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La Procura generale della Cassazione: revocare il 41 bis per Cospito

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 13 Febbraio, 2023, 05:14:37 di Maurizio Barra

Potrebbe essere vicina una svolta sul caso di Alfredo Cospito, l’anarchico da 115 giorni in sciopero della fame per protesta contro il carcere duro.

Non basta infatti essere stato leader di alcuni gruppi anarchici o essere considerato un punto di riferimento per mantenere Cospito al 41-bis. Occorre invece dimostrare e provare l’attuale legame con il mondo anarchico e insurrezionalista. E’ quanto ritiene il procuratore generale della Cassazione, Pietro Gaeta: in una requisitoria depositata martedì scorso, in vista della camera di consiglio del 24 febbraio, ha chiesto di revocare il regime di carcere duro per l’anarchico e rinviare ad un nuovo esame.

Il procuratore ribadisce che i 41-bis è finalizzato ad evitare “ulteriori reati o attività dell’associazione esterna”. È necessario – spiega – che emerga una “base fattuale” sulla base di “elementi immanenti e definiti”, cosa che “non è dato riscontrare” nell’ordinanza del tribunale di sorveglianza su Cospito. 

Si tratta, dunque, di un documento forse in grado di cambiare la sorte del detenuto pescarese trasferito dal carcere di Opera all’ospedale milanese di San Paolo per l’aggravarsi del suo quadro clinico. Dodici pagine che lasciano ancora sperare la sua difesa, che puntava proprio in un annullamento con rinvio da parte della Suprema Corte. 

Intanto, nel suo primo giorno nella stanza d’ospedale destinata ai detenuti al 41-bis, una vera e propria cella, l’anarchico di origini pescaresi ha rifiutato la sedia a rotelle e ha camminato autonomamente. Le sue condizioni di salute, come riferito ieri dal suo medico Andrea Crosignani, sono ormai al limite con un rischio “di edema cerebrale e aritmie cardiache potenzialmente fatali”. Per questo, in meno di un quarto d’ora, è stato trasferito d’urgenza, e in massima segretezza, dal carcere al nosocomio meneghino grazie al lavoro di una trentina di agenti di polizia penitenziaria.

Il caso, pero, continua a tenere banco con le manifestazioni degli anarchici che si moltiplicano ormai in ogni parte d’Italia. In seguito agli scontri di Milano in cui sono rimasti feriti sei poliziotti, sono state denunciate 11 persone, tra cui vari esponenti dell’area anarchica. E centinaia di persone hanno preso parte al corteo anarchico di Torino, conclusosi senza particolari tensioni.
 

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